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Nuoro

Le zone industriali restano fuori dal piano “aree di crisi nazionali”

Le zone industriali restano fuori dal piano “aree di crisi nazionali”

Macomer, il consigliere regionale Gian Franco Congiu chiede l’immediato intervento di Pigliaru L’inserimento aprirebbe la porta agli ammortizzatori sociali e ai progetti di rilancio del territorio

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MACOMER. Il consigliere regionale del Partito dei Sardi, Gian Franco Congiu, scrive a Pigliaru chiedendo l’avvio delle procedure perché Ottana, Tossilo e tutto il polo industriale del Nuorese vengano riconosciuti aree di crisi industriale di valenza nazionale, che è poi la porta maestra non solo per gli ammortizzatori sociali, ma anche e soprattutto per il rilancio. Mentre cresce la rabbia dei lavoratori del Nuorese esclusi dagli interventi del Governo per le aree di crisi complessa, il territorio che da oltre un decennio porta avanti la battaglia per il rilancio, si accorge di essere rimasto fuori dalla partita perché, nonostante abbia perso il tessuto produttivo e migliaia di posti di lavoro, non ha quel riconoscimento di respiro nazionale fondamentale per intercettare incentivi e investimento stranieri. Non è che i sindacati non abbiano chiesto di alzare il livello della vertenza per portarla alla dimensione nazionale, ma non hanno avuto risposte, neppure dalle giunte regionali che dal 2005, quando la crisi industriale del Nuorese è entrata nella fase acuta, avrebbero dovuto occuparsene. Anche la lettera che i lavoratori consegnarono nel 2007 al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della visita alla casa di Antonio Gramsci a Ghilarza, non ebbe mai risposta. L’iniziativa del consigliere del Partito dei Sardi potrebbe invece cambiare le cose. Gian Franco Congiu spiegaa Pigliaru che «le aree di crisi non sono, giuridicamente,tutte uguali:allo status di area di crisi complessa è legato il sistema degli incentivi di cui alla legge nazionale 181/1989 per il rilancio, riconversione produttiva e reindustrializzazione delle aree colpite da crisi industriale», che è quella che porta gli investitori stranieri e incentiva quelli per il rilancio. Praticamente il territorio è fuori dalla partita più significativa. Anche per questo non ha ricevuto neppure le briciole di ciò che è andato alle aree più forti della penisola che da subito sono state classificate ai livelli più alti di crisi. Congiu spiega al Presidente della Regione che dal giugno del 2015 un decreto del ministero dell’Economia riordina e aggiorna condizioni e modalità per l’attuazione degli interventi di rilancio industriale nelle aree di crisi e gli estende alle aree di crisi industriale diverse da quelle complesse. Il riconoscimento spetta al ministero dello Sviluppo Economico, ma l’iniziativa deve partire dalla Regione, che finora non l’ha mai fatto. Il Nuorese, praticamente, ha perso dieci anni e tutti i treni che nel frattempo sono passati. Congiu chiede a Pigliaru «l’immediato avvio delle procedure di nostra competenza perché Ottana, Tossilo e tutto il polo industriale del nuorese vengano riconosciuti aree di crisi industriale di valenza nazionale» e spiega che non si tratta solo di una sua proposta personale «per difendere gli interessi e le aspirazioni del mio territorio, ma anche una posizione propria di tutto il Partito dei Sardi» di cui fa parte. (t.g.t.)

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