Tossilo, riparte il fronte del no
Inceneritore: Comuni e Comitati pronti a difendere la sentenza del Tar al Consiglio di Stato
MACOMER. Il fronte dei movimenti e dei Comuni che si oppongono alla realizzazione di un nuovo inceneritore a Tossilo è pronto a dare battaglia anche di fronte al Consiglio di Stato dopo la decisione del Consorzio industriale di Macomer e della Regione di impugnare la sentenza del Tar di Cagliari che nel mese di luglio ha annullato la procedura autorizzativa del progetto di revamping dell’impianto. Del fronte fanno parte i movimenti “Non Bruciamoci il Futuro” e “No Waste Sardegna” e l’Unione dei Comuni della Barbagia, i quali ritengono che non si possano vanificare il risultato ottenuto di fronte al Tar e le battaglie portate avanti i questi anni. «Stiamo aspettando che l’impugnazione venga depositata – dice il presidente del comitato “Non Bruciamoci il futuro”, Sergio Pilia, – poi decideremo come muoverci assieme a “No Waste” e all’Unione dei comuni della Barbagia. Per ora c’è solo la notifica».
Per contestare di fronte al Consiglio di Stato le ragioni che il Consorzio industriale di Macomer e la Regione porteranno a sostegno della richiesta di annullamento della sentenza del Tar, i movimenti antinceneritore e i comuni della Barbagia attendono dunque di conoscerne nel dettaglio. “Non Brciamoci il Futuro” ricorda che il Tar ha annullato tutti gli atti autorizzativi relativi alla realizzazione del nuovo inceneritore a Tossilo «con motivazioni chiare e inequivocabili», per cui è ora necessario attendere di conoscere le argomentazioni con le quali si è deciso di ricorrere in appello contro la decisione del giudici amministrativi di Cagliari. Tra le cause di annullamento c’era anche il Piano regionale dei rifiuti scaduto. Per la Regione il progetto sarebbe compatibile con il Piano il quale, al contrario di quanto è scritto nella sentenza del Tar, era lo strumento di programmazione degli interventi valido al momento in cui la Giunta regionale aveva autorizzato i lavori che, per una serie di vicissitudini, sono stati avviati solo nella scorsa primavera.
Tra i motivi a sostegno della battaglia dei movimenti che si battono contro la realizzazione del nuovo inceneritore c’è anche il fatto che le direttive europee in materia di gestione dei rifiuti si orientano verso la cessazione dell’incenerimento dei rifiuti entro il 2020. Quello di Tossilo, sempre che il Consiglio di Stato modifichi la sentenza del Tar, non sarà pronto prima di quella data, quando l’Unione Europea potrebbe imporne lo spegnimento. Per i movimenti che si battono contro la realizzazione del nuovo impianto è necessario procedere allo smaltimento dei rifiuti con sistemi alternativi all’incenerimento che prevedono il recupero quasi totale dei materiali conferiti e l’avvio a riciclo.
I lavori di realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo sono stati aggiudicati con un appalto concorso nel 2013. Per andar bene, una decisione del Consiglio di Stato sui ricorsi della Regione del Consorzio Zir dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno. Se non dovesse accoglierli si porrebbe il problema di risarcire la società alla quale era stato aggiudicato l’appalto concorso. (t.g.t.)
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