Caccia, l’Ucs contro gli ambiti territoriali
Il presidente provinciale di Sassari ha criticato il cacciatore nuorese Lallo Manca sulle aperture
NUORO. «Nell’immimenza dell’apertura della stagione venatoria, la stragrande maggioranza dei cacciatori continua a essere contraria all’istituzione degli Ambiti territoriali di caccia». A dirlo è il presidente provinciale di Sassari dell’Ucs, Unione cacciatori di Sardegna, Piero Cossa, che ci tiene a ribadire la posizione della sua associazione. Affermazioni che smentiscono quanto dichiarato dall’armiere e cacciatore nuorese Lallo Manca che, dicendo di parlare a nome dell’Ucs di Nuoro e Ogliastra, si era schierava a favore degli Atc: strutture associative con compiti di gestione e contenimento della pratica venatoria. «I cacciatori della provincia di Nuoro e Ogliastra, così come quelli di Sassari – sottolinea Piero Cossa – sono tutt’altro che favorevoli alla nascita degli Atc, posizione che è emersa chiaramente nei primi giorni dall’apertura della stagione venatoria. Non si capisce quindi perché qualcuno possa dire il contrario e in particolare una persona che non è assolutamente autorizzata a parlare a nome dell’Ucs. Il rappresentante legale dell’Ucs Nuoro e Ogliastra è Marco Loi, unico e solo autorizzato a parlare in nome e per conto del sodalizio. Detto questo – conclude Piero Cossa – non si capisce come un singolo, per convincimenti personali di parte e personali, possa arrogarsi il diritto di manifestare in certe sedi e a mezzo stampa dichiarazioni in nome e per conto dell’Ucs estranee alla politica della stessa e quindi palesemente false». L’Ucs, quindi continuerà a osteggiare la legge che impone la creazione degli Atc poiché essi, secondo il sodalizio, sono «in forte contrasto con i principi di gestione territoriale locale e con gli aspetti socio-antropologici correlati», e poiché c’è già chi, come l’Ucs, «persegue il fine di valorizzazione del territorio ad ampio raggio ponendo come fulcro l’unione e non la separazione di chi nel territorio vive e condivide valori e tradizioni, non ultima l’attività venatoria». (b.m.)
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