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Protesta degli studenti pendolari

Protesta degli studenti pendolari

Siniscola, famiglie contro l’Arst: «Un servizio carente per 150 ragazzi»

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SINISCOLA. Affollata assemblea nell’aula consiliare del comune di Siniscola per parlare dei disservizi che hanno caratterizzato l’avvio dell’anno scolastico degli studenti pendolari. Una riunione voluta dai genitori, studenti pendolari che viaggiano verso Nuoro e Olbia e da tante altre persone che usufruiscono del servizio. A scatenare le proteste nei giorni scorsi (ma la situazione va avanti da anni), la carenza dei servizi, l’aumento del costo del biglietto e l’assenza a Siniscola di un dispenser di biglietti per ovviare agli orari di chiusura dell’esercizio delegato alla vendita dei tagliandi. Solo a Siniscola, sono circa 150 i ragazzi con diritto alla tessera di viaggio per studenti che in prevalenza, viaggiano verso il capoluogo barbaricino per frequentare varie scuola. Numeri che confermerebbero le richieste di mettere a disposizione più autobus in maniera tale da evitare che tanti pendolari siano costretti a prendere la corsa successiva per fare rientro a casa. «Parliamo di numeri sufficienti per poter affiancare altre corse – ha detto una mamma – È vero che non tutti i ragazzi escono da scuola alla stessa ora ma quando questo avviene, succede che i posti sono insufficienti. Da parte dell’Arst, è stato più volte ribadito che non ci sono nè mezzi, nè personale ma questo non giustifica la loro politica aziendale – continua la donna – perchè altri paesi, dopo aver protestato hanno ottenuto di avere delle corse in più. Teniamoci ben stretto il diritto allo studio senza tralasciare la sicurezza. Non si può far partire un pullman in sovraccarico con passeggeri costretti a restare in piedi o seduti nei gradini». Alla riunione oltre al sindaco di Siniscola, erano presenti numerosi consiglieri comunali e tutti, si sono impegnati affinché si trovi una soluzione attraverso una trattativa con la Regione. (s.s.)

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