La Nuova Sardegna

Nuoro

Biblioteca in agonia: «Colpa del Comune»

di Gianna Zazzara

L’assessore regionale Firino attacca la giunta Soddu: fa ancora parte del Consorzio Satta, deve sborsare 300mila euro

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NUORO. «Basta con queste polemiche. Il comune di Nuoro, insieme alla Provincia, costituisce formalmente il Consorzio per la pubblica lettura Satta fino all’approvazione delle delibere attuative della legge di riforma degli enti locali». L’assessore regionale Claudia Firino risponde così alla giunta guidata da Andrea Soddu che ha deciso di non versare già da quest’anno la sua quota al Consorzio, 300mila circa, dopo l’ingresso nell’ente della Regione, al posto del Comune e della Provincia di Nuoro. Il rischio è che la biblioteca, uno dei poli culturali del Nuorese, chiuda i battenti. Le casse, infatti, sono vuote. Per pagare gli stipendi di settembre il rosso in banca è arrivato a 235mila euro. L’unica soluzione per arrivare alla fine dell’anno è che la Provincia e il Comune versino il loro contributo, così come hanno fatto dal 1945, anno di fondazione del Consorzio. In tutto 550mila euro che permetterebbero alla biblioteca di andare avanti fino a quando la Regione non subentrerà nel Consorzio al posto della Provincia e del Comune. Ma il Comune si rifiuta di farlo, mentre la Provincia, qualche giorno fa, ha stanziato i fondi che però non sono ancora entrati nelle casse del Consorzio.

La Firino attacca frontamente il sindaco. «Come è noto agli amministratori del territorio, la nota degli Enti locali conferma gli obblighi dei soci finché l’iter attuativo non sarà concluso. Invito pertanto il sindaco ad adempiere alle sue prerogative con la massima responsabilità, evitando sterili speculazioni che non favoriscono un corretto e auspicabile dialogo tra le istituzioni. Dialogo che abbiamo più volte sollecitato, organizzando diversi incontri in assessorato con gli enti coinvolti, ma che purtroppo non hanno potuto contare sul contributo del Comune di Nuoro».

La replica del sindaco. «La Regione doveva star fuori dagli enti culturali nuoresi – protesta Andrea Soddu –. L’ho detto fin dall’inizio. Cagliari ha voluto prendersi la biblioteca di Nuoro? Ora devono anche metterci i soldi. È ridicolo che chiedano al Comune di continuare a garantire le risorse per il Consorzio, dopo che ci hanno fatto fuori. Come posso giustificare la partecipazione finanziaria a un ente di cui l’amministrazione non ha più il controllo? La Regione aveva assicurato che sarebbe subentrata nel Consorzio entro il 13 maggio, per garantire così le risorse necessarie. Invece non c’è ancora neanche una bozza di delibera. Non si può giocare così sulla pelle dei lavoratori».

Il commissario del Consorzio. I dipendenti, ieri, si sono riuniti in assemblea e hanno dichiarato lo stato di agitazione. «La situazione è drammatica – dice il commissario straordinario del Consorzio Vannina Mulas –. C’è il rischio che tra qualche settimana la biblioteca sia costretta a interrompere il servizio. Un danno non solo per i bibliotecari che perderanno il loro posto di lavoro, ma per tutta la città e il territorio». E il commissario snocciola i numeri. «Il Consorzio ha 70 anni di storia, è stato il primo in Sardegna a mettere in piedi una rete di servizi bibliotecari. Ogni giorno vengono nella sede di piazza Asproni più di 300 persone, tra studenti, curiosi e ricercatori, chi per prendere in prestito un libro, chi per leggere i giornali e le riviste, chi per consultare il portale di cultura giuridica nuorese». Un punto di riferimento importante per la città, anche per le sue attività culturali: conferenze, seminari, presentazioni di libri. Due giorni per la presentazione dell’ultimo libro di Elvira Serra, giornalista del Corriere della Sera e nuorese doc, la sala era stracolma. «Segno che la città ci ama».

Per questo Vannina Mulas lancia un accorato appello «al senso di responsabilità degli amministratori, dal sindaco, ai consiglieri e agli assessori affinché tengano conto della qualità del servizio offerto e degli stessi lavoratori che, nonostante questa situazione precaria continuano a lavorare con la stessa dedizione. Sia la biblioteca sia i lavoratori non meritano un simile trattamento».

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