Sorgono, sindaci schierati in difesa dell’Agrario
Documento inviato al Ministero, al presidente Pigliaru e all’assessore Firino I primi cittadini della zona montana chiedono a gran voce l’apertura del convitto
SORGONO. Proseguono le proteste a Sorgono per la mancata apertura del convitto della scuola agraria. Dopo le lamentele degli studenti, del personale della scuola e del sindaco del capoluogo del Mandrolisai Giovanni Arru, ora anche i sindaci facenti parte della comunità Gennargentu Mandrolisai si schierano in difesa dell’Ipsaar.
In un documento indirizzato al ministero dell’istruzione, al presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru e all’assessore regionale alla pubblica istruzione Claudia Firino, i primi cittadini dell’ente montano del centro Sardegna chiedono a gran voce l’apertura del convitto.
«I sindaci e il consiglio comunitario hanno preso in esame la grave situazione che si è verificata con la mancata apertura del convitto presso l’Ipsaar di Sorgono. Si esprime grande preoccupazione per gli effetti devastanti che il mancato avvio del convitto potrebbe scatenare. Il nostro territorio già penalizzato a causa di forti tagli e ridimensionamenti a carico di tutti i servizi basilari per una società civile, non può continuare ad essere oggetto di applicazione di una normativa derivata da freddi calcoli ragionieristici, che non tengono conto della reale situazione di disagio».
Secondo i sindaci il disastro sarebbe riassunto in alcuni punti.
«Il taglio del convitto comporterà la riduzione del numero degli studenti di circa 34 unità appalesa il rischio di accorpamento di classi. Non solo, ma genererà gli studenti fuori sede l’impossibilità di frequentare il corso di studi prescelto in quanto la scuola non è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e questo potrebbe rappresentare una limitazione del diritto allo studio in quanto interromperebbero la continuità del loro corso scolastico».
Il tutto con riflessi sul futuro della scuola poiché, come già segnalato dagli studenti «numerosi studenti convittori del territorio che per limitare i disagi del trasporto durante i mesi invernali legati avevano deciso di rimanere in convitto».
I sindaci hanno anche inoltrato una scheda sulle efficienze della scuola auspicando «un pronto intervento di tutte le autorità al fine di assicurare al territorio una pronta risposta». Auspicio del sindaco Giovanni Arru che assicura «una grande mobilitazione in assenza di riscontro positivo. Non intendiamo cedere a questa situazione che crea un pericolosissimo precedente che potrà sempre essere evocato per giustificare ulterori tagli. Ne va della vitalità della scuola e del territorio stesso. Non vogliamo più essere ostaggi di calcoli su numeri mancanti. Vogliamo contare anche noi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google