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Nuoro

Il nodo del Consorzio in consiglio comunale

Il nodo del Consorzio in consiglio comunale

Siotto: «Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità». Cugusi: «Non c’è alcuna strategia»

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NUORO. «Oggi più che mai è importante che il dibattito su presente e futuro del Consorzio, che è uno degli elementi portanti di quell’asse di sviluppo culturale del Nuorese tutto, passi attraverso l’unico organo deputato a dare indirizzi politici e di governo, ovvero il consiglio comunale». A sottolinearlo è il consigliere di Atene sarda, Graziano Siotto. «Non esiste più il tempo dei salotti aperti a pochi ma tutta la città, attraverso il consiglio, deve essere resa partecipe di quanto sta accadendo ed accadrà, in un’ottica di assoluta condivisione, apertura e miglioramento dei processi. Ognuno – aggiunge – si dovrà poi assumere le proprie responsabilità di fronte a Nuoro ed al consiglio».

«Da oltre un decennio, oramai, il “casus Consorzio Satta” e le varie sfaccettature di un problema ora vecchio ora rinnovato, si affacciano all’opinione pubblica della città di Nuoro e della Sardegna. Ovunque si sente parlare di incontri tra il sindaco di Nuoro ed i dipendenti, incontri tra l’amministrazione comunale e gli assessorati regionali, se ne discute sui quotidiani, se ne discute nelle tv locali, per strada, nei bar ma non dentro l’unico organo politico sovrano, ovvero il consiglio comunale».

Per queste ragioni Siotto ha deciso di sostenere la richiesta fatta lunedì scorso dal consigliere di opposizione Pierluigi Saiu di audizione in consiglio comunale del Commissario straordinario del Consorzio per la pubblica lettura Satta Vannina Mulas e dell’assessora regionale della Cultura Claudia Firino. Magari sarà quella l’occasione per dare risposte ad alcuni quesiti posti anche nell’incontro di ieri pomeriggio dal direttore del Consorzio Tonino Cugusi. «Sì è vero che la Regione ha detto che subentra, ma non ha detto che subentra per fare che cosa? Non si parla di servizi né di progetti. Siamo davanti solo a una guerra tra due enti... ma anche il Comune... non c’è strategia alcuna. È il Comune che ci ha “rubato” l’ex tribunale di piazza Santa Maria della Neve, destinato ad ospitare gli archivi storici della biblioteca, diventato invece Tribu con un cambio di destinazione d’uso». E Casa Buscarini, poi? Il nodo, tuttavia, ora come ora, resta il Consorzio per la pubblica lettura. «Ma esiste o non esiste?» chiede Pierluigi Saiu. Esiste ancora, sembra essere la risposta. Anche se in agonia. (l.p.)

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