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Nuoro

Biblioteca, un Consiglio straordinario

Biblioteca, un Consiglio straordinario

La richiesta di affrontare il caso Satta in Comune è stata sottoscritta da componenti della maggioranza e dell’opposizione

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NUORO. Sottoscritta da consiglieri di minoranza (Pierluigi Saiu, Leonardo Moro, Salvatore Sulas, Alessandro Bianchi, Salvatore Siotto) ma anche di maggioranza (Graziano Siotto, Paolo Manca), è stata depositata in Comune la richiesta, promossa dal consigliere comunale Pierluigi Saiu, di tenere un consiglio comunale straordinario sulla crisi del Consorzio Satta. «La proposta, che deve essere firmata da almeno un quinto dei consiglieri comunali eletti, è stata sottoscritta sia da rappresentanti della minoranza che della maggioranza – spiega il consigliere Saiu – Un segnale importante che va nell’unica direzione possibile: quella di superare le polemiche inutili che in questi giorni, purtroppo, hanno animato uno scontro politico sterile fatto di accuse e dispetti».

Secondo il consigliere comunale di opposizione, dunque «Il conflitto fra Regione e Comune va risolto. Serve responsabilità proprio perché chi governa deve occuparsi intanto del bene della comunità che amministra. Occorre prima di tutto fare chiarezza sulle risorse. Qualunque discussione può essere affrontata solo se prima si mette in sicurezza la biblioteca. E qui il sindaco di Nuoro non può fare come Ponzio Pilato. Non può lavarsene le mani. Il comune deve fare la sua parte per una ragione piuttosto evidente: fa ancora parte del consorzio per la pubblica lettura. A differenza di quello che si è fatto per la fondazione, il consiglio comunale, infatti, non ha mai deliberato di uscire dalla biblioteca. La stessa richiesta di poter sostituire il commissario in carica, così come fatto per l’università, testimonia la volontà del comune di stare nel consorzio. Non si può rivendicare, da un lato, una poltrona e dall’altro dire che da quel consorzio si è fuori». Per Saiu, dunque, «occorre mettere nel bilancio comunale le risorse necessarie ma che adesso non ci sono. E serve anche agire sulla Regione, partecipando al processo decisionale che determinerà il nuovo assetto della biblioteca. Nemmeno in questo caso il comune può stare a guardare. Serve il dialogo, non la contrapposizione. Serve difendere un patrimonio che, prima di tutto, appartiene a questa città. Nella fase di passaggio, su cui il ritardo della regione è colpevole, serve che il comune faccia sentire la sua voce. E poi serve trovare una linea comune. Non si può un giorno dire che la colpa è della regione e poi il giorno dopo chiedere l’intervento salvifico di Pigliaru. Non si può lanciare l’idea di una biblioteca comunale e poi sognare una biblioteca dell’unione dei comuni coi soldi di mamma regione»

Il consigliere comunale ribadisce anche un altro aspetto: «il consiglio comunale non può essere spettatore di un dibattito che si svolge ovunque tranne che nell’unica sede deputata, vale a dire l’assemblea cittadina. Da qui nasce l’idea di proporre una seduta dedicata alla Satta a cui partecipino, in audizione, sia il commissario straordinario della biblioteca sia l’assessore regionale alla Cultura. Il consiglio dovrà essere convocato entro venti giorni. Abbiamo un dovere di chiarezza nei confronti della città che amministriamo».

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