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Nuoro

Le biciclette restano ferme il bike sharing è un flop

di Lamberto Cugudda
Le biciclette restano ferme il bike sharing è un flop

L’amministrazione comunale si attendeva un maggior numero di utenti Il sindaco: «Andremo comunque avanti, è giusto continuare a puntarci»

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Da quattro mesi e mezzo, a Tortolì-Arbatax è attivo il servizio di bike sharing. Sono diciotto le biciclette (modello classico, senza canna) in condivisione disponibili 24 ore su 24 per cittadini e turisti nelle due le ciclopostazioni in piazza Fra Locci e nella baia di Porto Frailis. Sono previsti tre abbonamenti: annuale, weekend e giornaliero. Il sindaco Massimo Cannas afferma: «In questi quattro mesi e mezzo in cui il bike sharing è attivo nella nostra cittadina, non è che sia andato molto bene. Ci attendevamo sicuramente un maggior numero di fruitori. Si tarda quindi con l’acquisizione, nella popolazione, dell’idea base del servizio. Ma si tratta di un problema che, come mi risulta, si registra un po’ in tutti i centri dell’isola in cui è attivo. Noi comunque andremo avanti con il proporlo, perché riteniamo sia giusto puntare con decisione sul concetto di mobilità sostenibile». Ma ecco come funziona il servizio: attraverso l’utilizzo di una tessera elettronica, l’utente può prelevare la bicicletta dal ciclo posteggio e riconsegnarla anche in un luogo diverso da quello dal quale ha prelevato la bici inizialmente. Come in tutti i servizi di bike sharing, le tariffe sono studiate per favorire tempi di uso brevi e ripetuti. Si tratta di mezzi pubblici condivisi, che dovrebbero essere utilizzati a rotazione da molti utenti Non si tratta di un tradizionale noleggio, ma di un servizio pensato per tempi limitati di impiego. il servizio di Bike Sharing, di Tortolì-Arbatax, è stato finanziato con fondi regionali Por, nell’ambito del progetto Tortolì 4Us, grazie al quale è stato possibile realizzare il completamento delle piste ciclabili del viale Europa, e il tratto di marciapiede e pista ciclabile nella parte terminale del viale Monsignor Virgilio. Gli amministratori comunali precisano: «Il progetto nasce dalla volontà di fornire una risposta alle sempre più frequenti domande di mobilità alternativa sostenibile. Un sistema che vuole essere da una parte, un servizio pubblico che rappresenti una seria alternativa al proprio mezzo di trasporto e, dall’altra, uno strumento di pianificazione strategica in termini di mobilità».Il servizio di bike sharing è stato aggiudicato dalla ditta torinese Bici in Città, operante in oltre cento città italiane. Il servizio di assistenza locale è svolto dalla ditta Bike Town.

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