Sparano con un finto kalashnikov: ferita
Viale del Lavoro, tiro a segno di due minorenni dal balcone con un’arma soft-air: passante colpita. La polizia li denuncia
NUORO. «Polizia? Vi prego, venite subito in viale del Lavoro, ci sono due ragazzi che hanno un fucile e stanno sparando da un balcone sui passanti. Hanno appena beccato una signora». Alle 9 di ieri mattina, alla centrale operativa della questura arriva la prima di molte telefonate partite dal cuore di Nuoro. Qualche minuto prima, infatti, a poche decine di metri dalla stazione dei treni e ad altrettanti dalla vecchia caserma dei vigili del fuoco, i poveri e ignari passanti avevano vissuto momenti di vero panico.
Sono circa le 9, dunque, e tra i tanti che in quei secondi percorrono la via c’è anche una signora che si sta dirigendo verso via Lamarmora per sbrigare alcune commissioni. Borsa a tracolla, passo svelto, la donna non riesce tuttavia a completare il percorso perché a metà del viale vede due sagome affacciate a un balcone, poi un fucile che sporge, infine un guizzo. E la pioggia di pallini che la raggiunge. La signora grida, grida con tutto il fiato che ha in corpo: in quei momenti, del resto, non può sapere se l’arma che le è stata rivolta contro sia un’arma giocattolo o meno. Certo è che una raffica di pallini la centra alle spalle e alla testa e le fanno parecchio male. La donna cade a terra, altri passanti la raggiungono, c’è chi compone subito il 113 e chiede aiuto.
Quando gli agenti delle Volanti arrivano in viale del Lavoro, diverse aiuole sono un tappeto di pallini di gomma dura e a un occhio esperto si capisce al volo che sono i pallini utilizzati per il soft-air, le guerre simulate che da diversi anni ormai hanno conquistato un pubblico di giovani. Gli uomini della Volante, guidati dal dirigente Samuele Cabizzosu, si mettono subito all’opera. Soccorrono la donna colpita dai pallini e ancora sotto shock, chiamano l’ambulanza e la conducono in ospedale dove i medici la giudicheranno guaribile con sette giorni di cure.
Nel frattempo la polizia riesce anche a scoprire il punto esatto dal quale erano partite le raffiche di pallini: è un appartamento che si affaccia sulla via. Gli agenti raggiungono l’ingresso, suonano più volte, ma niente. Solo dopo qualche minuto di trattativa la porta si apre e spuntano fuori due giovani nuoresi di 16 e 17 anni. «Siamo stati noi, a sparare, questo è il fucile. La signora è in ospedale?», sono le uniche frasi che pronunciano. La polizia, prima di riaffidarli ai genitori che pensavano fossero sui banchi di scuola, li denuncia per lesioni aggravate dall’utilizzo di uno strumento atto a offendere. Sarà la giustizia minorile a stabilire il resto del loro percorso giudiziario. Stando ai primi accertamenti, l’arma giocattolo se l’erano procurata il giorno prima, probabilmente al mercato dell’usato.
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