Insulti razzisti nel derby, la condanna è unanime
La partita di seconda categoria tra l’Orani e l’Oniferese rischia di degenerare Urla dei tifosi contro il difensore dei padroni di casa Hassane Beyla Kouruma
ORANI. Disgusto e tristezza, sono questi i sentimenti dominanti il giorno dopo il derby tra Orani e Oniferese, incontro di seconda categoria finito con la vittoria della squadra ospite per 1 a 0. Ma a fare scalpore non è stato il risultato finale di una gara molto tirata e spigolosa come accade spesso ai derby, ma il comportamento della tifoseria. Alcuni rappresentanti di entrambe le parti si sono resi protagonisti di episodi inqualificabili che meritano di essere censurati. Il giocatore della Guinea, Hassane Beyla Kouruma, difensore dell’Orani, è stato ripetutamente insultato con epiteti razzisti durante il secondo tempo.
L’arbitro Senes della sezione di Nuoro, resosi conto del clima intimidatorio verso il giovane di colore venutosi a creare, ha sospeso la gara invitando i giocatori dell’Oniferese a redarguire i razzisti. La partita è ripresa ma il clima di intolleranza è continuato, tanto che il giocatore visibilmente provato è stato convinto dai compagni di squadra a proseguire la gara nonostante tutto.
Al triplice fischio finale alcuni sostenitori dell’Orani hanno lanciato oggetti verso la formazione ospite che festeggiava il successo, chiudendo nel modo peggiore una partita da dimenticare. Negli ultimi anni i derby tra Orani e Oniferese sono stati segnati da altri episodi di violenza che poco hanno a che fare con il calcio, con tentate aggressioni agli arbitri e scontri in campo tutt’altro che amichevoli. Pur trattandosi di una sfida che mette di fronte comunità vicine, questa escalation preoccupa le società dei due paesi, che da un lato si prodigano per favorire la pratica dello sport a livello giovanile, dall’altro sono chiamate a combattere l’ignoranza di pochi che allontana sempre più le famiglie e gli spettatori disinteressati dal calcio dilettantistico. Sia l’amministrazione guidata da Stefania Piras che quella recentemente insediata da Antonio Fadda sono sensibili a questi problemi e auspicano che il derby barbaricino torni ad essere una occasione di festa tra le due comunità, di sano agonismo, ma sempre nei limiti del rispetto reciproco, magari di socializzazione per i tanti migranti presenti nella zona che vedono nel calcio una occasione di dialogo, non certo di insulto gratuito e violenza. Episodi come quelli accaduti domenica vanno censurati, oltre che dalla giustizia sportiva, anche dagli adulti e addetti ai lavori presenti in campo e nelle tribune, affinché non vengano ripetuti dai più giovani.
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