L’aeroporto “celebra” i cinque anni di chiusura
Tortolì, nel 2011 ebbe fine l’esperimento della mini continuità territoriale La pista venne realizzata negli anni d’oro della Cartiera con i jet privati
Il quinto anno consecutivo di chiusura dell’aeroporto locale è stato “festeggiato” ieri. Nel 2011 infatti o scalo aereo a aprì solo dall'8 agosto fino al 10 ottobre, in mini continuità territoriale. Due mesi di voli e dopodiché più nulla. A parte un mare di promesse e di inutili interventi e proclami. La storia iniziò con la nascita della Cartiera di Arbatax. La pista dell'aeroporto venne realizzata nel periodo d'oro della fabbrica della carta, per farvi atterrare i jet di Fabbri e Bonelli. Per tantissimi anni nessuno s'interessò alla struttura aeroportuale la cui pista finiisce a poche decine di metri dalla spiaggia nella zona di Basaura. Fino a quando, nell’autunno 1985, l'allora presidente del Consorzio industriale di Tortolì-Arbatax, l'avvocato Luigi Fanni, commissionò uno studio alla società “Santagostino” di Milano, che evidenziò la reale possibilità di fare nascere il primo aeroporto di terzo livello in Ogliastra. In quell'occasione, fece la sua comparsa si affacciò per la prima volta l'imprenditore oristanese Corradino Corrias, che aveva già avuto una piccola compagnia aerea in un Paese dell'Africa. Che subito si propose, lanciando l’idea di effettuare collegamenti gioprnbalieri con uno scalo di Roma. E due anni dopo, nel 1987, riuscì ad avere in affitto lo scalo tortoliese. E durante lagestione commissariale della Cartiera da parte del manager Mario Lupo, chiese di acquisirla. Venne siglato un contratto in tal senso e l’”Air Sardinia” _ società aerea di Corrias _ cominciò a effettuare collegamenti aerei con Roma Fiumicino e con gli altri scali isolani con aeromobili “Islander” e “Cessna”, da 8 e 12 posti. Ma le cose a nno andarono bene e l’11 ottobre 1990 si registrò l'ultimo collegamento aereo (con Fiumicino) della compagnia isolana, che aveva i quattro mori disegnati nel “muso” degli aerei. Corrias non riuscì a pagare qunato dovuto per l’acquisto della struttura aeroportuale e a quanto pare la sua comapgnia fallì.ì con il fallimento della sua compagnia aerea. Per poco più di 3 miliardi di vecchie lire, da tale fallimento, nel 1993 la struttura venne acquisita dall’”Aliarbatax”, della famiglia Mazzella. All'inizio di settembre 1993 per la terza volta nella storia dello scalo tortoliesae , Giorgio Mazzella lo “inaugurò” con un volo di turisti proveniente dall'aeroporto Ronchi dei Legionari (Trieste). Si trattava di di un Atr-42 del’”Air Dolomiti”. Da allora, lo scalo aereo di terzo livello crebbe di anno in anno, con un sempre maggiore numero di passeggeri trasportati (intorno ai 54mila) intorno al 1999. E dal 1994 fino al 2011 in 17 anni, i passeggeri trasportati, fra arrivi e partenze furono circa 600mila (per la precisione 599.628). Poi la chiusura, che va avanti ininterrotta da un lustro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
