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Nuoro

Un groviglio di leggi nazionali e regionali

Un groviglio di leggi nazionali e regionali

E nel frattempo Cagliari ha già definito il nuovo assetto: come un tempo Nuoro ingloberà l’Ogliastra

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NUORO. La riforma e il riordino degli enti locali almeno per il momento non sono esempi di chiarezza, tra leggi nazionali e regionali che si rincorrono, danno per defunte e rivitalizzano le province nel correre degli articoli di una stessa norma.

Tutto è legato all’esito del referendum di dicembre che segnerà il destino felice o infausto della riforma Boschi, che cambia la Costituzione e prevede l’uscita di scena delle province. La Regione ha preso atto dell’incertezza e nel frattempo ha definito ad aprile il nuovo assetto delle province e della città metropolitana di Cagliari. L’ente territoriale di Nuoro ingloba di nuovo l’area dell’Ogliastra, così com’è stato sino al 2005, quando è stata messa in opera la legge istitutiva dei nuovi quattro enti sovra-comunali. Enti poi abbattuti dal referendum del 2012.

A Nuoro, dai 52 della provincia ridotta si passa a 75 comuni. Una via di mezzo tra l’ultimo ente e quello antico, rispetto al quale sono venuti meno i paesi del Sarcidano e della Planargia (passati a Oristano), della Barbagia di Seulo (accodatisi alla provincia del Sud Sardegna), mentre San Teodoro e Budoni hanno scelto di andare con Sassari, così come la Gallura più interna.

A Nuoro la nuova intesa con l’Ogliastra è stata formalizzata con la modifica dello statuto, firmata dall’amministratore straordinario Alessandra Pistis. Tra Lanusei e Tortolì sarà attiva una zona territoriale omogenea, che assicurerà sede e operatività.

A decidere il sub-commissario, con deleghe per il territorio passate dal commissario. La nomina era imminente già nelle settimane passate e il nome fatto è stato quello dell’esponente Pd di Teti, Costantino Tidu, che ha guidato la Provincia dopo le dimissioni di Roberto Deriu.

Altri adeguamenti alla nuova geografia la scelta di un’unica stazione di appalto e il contratto unico con la società “in house” (di proprietà dell’ente), Nugoro Spa, alla quale sono stati affidati da alcuni anni i servizi di manutenzione degli edifici provinciali. In sospeso l’inquadramento sotto un unico contratto dei 200 dipendenti, 50 arrivati dalla provincia soppressa. Passerà solo una volta approvato il bilancio 2016, a cui mancano all’appello un milione e mezzo di entrate. (f.p.)

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