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Arresti domiciliari per il benzinaio

Arresti domiciliari per il benzinaio

Giovanni Pes accusato dell’attentato all’auto della figlia del sindaco

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OROTELLI. È rientrato a casa ieri mattina, agli arresti domiciliari, Giovanni Pes, il benzinaio di 39 anni, di Orotelli, accusato di essere il responsabile dell’attentato incendiario contro la Peugot 207 della sua ex moglie Tania Marteddeu, 32 anni, figlia del sindaco Nannino. La notte del 28 settembre, secondo l’accusa, il benzinaio avrebbe dato fuoco, oltre all’auto della ex moglie, ad altre tre vetture di proprietà di altrettanti carabinieri in servizio nella stazione del paese. Le auto dei tre carabinieri erano parcheggiate nel piazzale della caserma, in via Vittorio Emanuele, a pochi metri di distanza da quella di Tania Marteddu, e di fronte alla villetta dove vive il sindaco.

Roberto Pes ha lasciato il carcere di Badu ’e Carros ieri mattina dopo che il gip Mauro Pusceddu, su richiesta dei suoi legali, gli avvocati Antonella Soddu e Aldo Petta, ha concesso i domiciliari.

La svolta nelle indagini era arrivata nove giorni dopo l’attentato incendiario. Gli investigatori fin dai primi accertamenti, nonostante non escludessero altre piste, avevano puntato subito sul movente passionale. A incastrare Giuseppe Pes sarebbero stati alcuni elementi emersi dalle immagini degli impianti di videosorveglianza, sia della caserma dei carabinieri, sia di alcune abitazioni private. Elementi che avevano portato il gip di Nuoro ad emettere nei confronti dell’indagato un’ordine di custodia cautelare in carcere con l’accusa di atti persecutori nei confronti dell’ex moglie. Ieri lo stesso giudice, su richiesta degli avvocati, ha reso meno afflittiva la misura della custodia, concedendo gli arresti domiciliari.

Secondo l’accusa è lui che avrebbe dato alle fiamme, la notte del 28 settembre, le quattro vetture – quella della moglie e altre tre dei carabinieri – in sosta nel piazzale della caserma, in via Vittorio Emanuele. Incurante degli occhi delle telecamere che sorvegliano il piazzale esterno della caserma, di fronte alla villetta del sindaco, Pes avrebbe agito per vendicarsi della moglie che lo aveva abbandonato. Una separazione dolorosa. Giovanni e Tania si erano conosciuti giovanissimi, poi si erano sposati e avevano avuto un bambino, che ora ha quattro anni. Giovanni non voleva saperne di quella separazione e avrebbe attuato il suo folle piano, per dimostrare così alla ex moglie tutto il suo amore.

Gli investigatori non sembrano aver dubbi sul fatto che quella sagoma scura che si vede nei filmati delle telecamere coprire di benzina le quattro auto e poi darle alle fiamme sia proprio Giovanni Pes. Ora l’uomo è ritornato nella sua casa, a Orotelli, in attesa del giudizio.

Nessun atto vandalico o di rappresaglia politica contro il sindaco Nanni Marteddu, quindi, come credevano in un primo momento gli investigatori. Ad armare la mano dell’incendiario è stata solo la gelosia.

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