La Nuova Sardegna

Nuoro

MACOMER

Raggiunto l’accordo per l’ex Consorzio latte

di Piero Marongiu

I lavoratori saranno impiegati nella ditta Forma specializzata nella lavorazione delle carni

2 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. Qualche soddisfazione ma anche più di una perplessità. Si potrebbe tradurre in due parole l’accordo raggiunto giovedì scorso tra sindacati e Regione e Comune di Macomer riguardante il reimpiego del personale dell’ex Consorzio latte, compreso il riutilizzo degli immobili. Ad essere soddisfatti sono l’assessorato regionale al Lavoro e i sindacati di categoria, un po’ di meno lo sono i due operai che per fare la formazione dovranno spostarsi da Macomer, forse fino a Porto Torres, per frequentare il corso di formazione previsto per il loro reimpiego nel settore della trasformazione della carne. Una trasferta, a loro spese, che non potrà non incidere nel bilancio familiare in termini economici. «Avremmo voluto evitare quei disagi a persone che già si trovano a vivere momenti difficili dovuti alla perdita del lavoro – ha detto Giovanni Lai, assessore comunale –. Purtroppo però le associazioni sindacali di categoria non hanno permesso soluzioni differenti». L’accordo è stato firmato giovedì mattina a Cagliari, nella sede dell’assessorato regionale al Lavoro, e dovrebbe chiudere una vertenza molto delicata che riguardava i lavoratori dell’ex Consorzio latte di Macomer. Un’intesa che completa il percorso di reimpiego dei lavoratori, avviato con l’accordo sottoscritto dagli stessi soggetti nel gennaio del 2015, che aveva portato, per otto ex dipendenti del Consorzio all’attivazione di altrettanti tirocini formativi di sei mesi, in vista di una loro assunzione da parte della ditta Forma, attiva nel settore alimentare, nella lavorazione carni. Con l’accordo sottoscritto giovedì scorso si chiude il cerchio: la ditta Forma si impegna a trasformare le tre assunzioni a termine, nel frattempo effettuate, in rapporti di lavoro a tempo indeterminato e ad assumere gli altri due lavoratori che avevano superato il tirocinio in imprese collegate, fuori dal territorio sardo (con la garanzia di proporre loro il rientro in Sardegna in caso di necessità di personale nell’Isola e con un contributo una tantum garantito dalla Regione, a titolo di un’indennità di trasferimento, pari a 1.500 euro lordi). Non solo: anche per i due lavoratori rimanenti, che non avevano superato il primo tirocinio formativo, viene offerta la possibilità di una ulteriore esperienza formativa “on the job” (alle stesse condizioni del precedente tirocinio), in modo da fornire loro un’ulteriore possibilità di reimpiego in futuro. Per l’ottavo dipendente è imminente il raggiungimento dei requisiti pensionistici.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative