La Nuova Sardegna

Nuoro

“Su mortu mortu” sfida le streghette di Halloween

di Alessandro Mele

Bambini grandi protagonisti oggi in città di un’antica tradizione popolare Da Santu Predu a Seuna, di casa in casa con un sacchetto da riempire di doni

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Come ogni anno, in occasione di Ognissanti e della commemorazione dei defunti, i bambini si riverseranno per le strade della città, specialmente degli antichi quartieri di Santu Predu e di Seuna, per ripetere l’antica usanza de Su mortu mortu. L’appuntamento è per oggi. Una tradizione che si perpetua da generazioni e che ormai da oltre un secolo coinvolge i bambini in quella che può essere definita una vera e propria ricerca, una inossidabile caccia al tesoro, la quale, ha come obiettivo quello di riempire i sacchettini dalle variegate misure, di caramelle, cioccolati e leccornie di ogni genere.

L’ambito bottino, ricercato dai tanti bimbi, i quali si dividono in piccoli gruppi, si ottiene bussando alle porte delle case disseminate per le vie della città; e nell’udire la famigerata frase Su mortu mortu, esclamata a gran voce dai piccoli visitatori, coloro che si trovano ad aprire, rispondono alla tradizionale chiamata, riempendo i vari sacchetti con piccoli doni di ogni tipo, per poi salutarli con un sorriso.

In tanti, soprattutto tra i più anziani, rispettano appieno i dettami di questa curiosa tradizione, donando, oltre alle varie leccornie, anche prodotti tipici del periodo autunnale tra cui le castagne o le mele cotogne; oltre agli immancabili papassinos, dolce tipico del periodo. Il fascino della tradizione de Su mortu mortu, una delle poche rimaste pressoché intatte, sta nel fatto di riuscire ad unire grandi e piccini in quello che è un vero passatempo comune, in grado di abbracciare tutte le fasce di età, poiché tutti, come fosse una tappa imprescindibile della vita, passano dal richiedere al donare in questo sistema perfettamente circolare, di tale affascinante tradizione. Il rito de Su mortu mortu resta vivo in tutte le località della Sardegna, con le sue più variegate denominazioni (su ‘ene ‘e sas animas, is animeddas, peti arina, peti cocone e appunto su mortu mortu), nonostante le sempre più frequenti influenze, provenienti dal mondo globalizzato, come l’importazione dei festeggiamenti per Halloween; e negli ultimi anni è stato oggetto di particolare rivalutazione e studi, grazie al lavoro di vari organismi del mondo culturale come l’Isre, l’Istituto superiore regionale etnografico, che fino all’anno scorso era solito donare ai più piccoli sacchetti carichi di dolciumi, il tutto nella cornice della casa natale del Nobel Grazia Deledda, creando dunque una particolare assonanza tra questa tradizione dei bambini ed il mondo della cultura contribuendo alla conservazione negli anni di questo avvenimento popolare. (a.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative