Una popolazione sempre più anziana, lievita l’assistenza
Macomer, i costi preoccupano l’assessorato ai Servizi sociali Complicato anche l’inserimento in strutture attrezzate
MACOMER. Il 22,4 per cento della popolazione di Macomer, quasi un quarto dei residenti, ha più di 65 anni, percentuale che è destinata a crescere nei prossimi anni. Ne derivano esigenze che i servizi sociali del comune cercano di affrontare con le risorse disponibili, che non sono tante e tendono a diminuire con i tagli ai trasferimenti dello Stato e della Regione.
I costi dell’assistenza. Ai costi dell’assistenza ai disabili e anziani disabili si sommano quelli che derivano da altre forme di assistenza che derivano dalla crisi e dalle situazioni di indigenza prodotte dalla mancanza di lavoro. Uno dei dati che più preoccupano è quello degli inserimenti in strutture per persone non autosufficienti, che non riguarda solo gli anziani ma anche persone giovani con disabilità che non possono essere seguite a casa o non hanno nessuno che lo faccia e persone, soprattutto madri con minori, che devono essere allontanate dall’ambiente familiare.
Spesa in crescita. Si tratta di un dato in crescita. «Lo scorso anno il servizio è stato erogato a 24 cittadini dei quali 17 anziani, 3 minori e 2 madri con un bimbo ciascuna – dice l’assessore ai Servizi sociali, Rossana Ledda –, la spesa è stata di 193.952,20 euro. È necessario specificare che per gli anziani spesso si tratta di un’integrazione di reddito oltre la pensione percepita. Per le persone anziane si richiede l’inserimento nel centro anziani di Macomer e dei centri vicini, mentre per adulti e minori la richiesta spesso è di allontanamento dalla città e dall’ambiente sociale e di vita. In questo caso il comune interviene coprendo l’intero costo della retta che varia dai 70 ai 110 euro giornalieri».
Si diffonde la povertà. Rispetto al 2015, per il 2016 si prevede una spesa superiore. I servizi sociali stimano che saranno necessari 316.474 euro, sempre che i costi e le esigenze non aumentino. Nel 2016 il comune è intervenuto per sistemare due minori e una madre con quattro figli piccoli in esecuzione di un decreto del Tribunale dei minori di Cagliari.
Sussidi regionali. Ne è derivato un aumento delle esigenze con maggiori costi di circa il 60 per cento rispetto all’anno prima. «La Regione prevede dei finanziamenti straordinari finalizzati al riconoscimento di sussidio economico straordinario per i comuni che hanno sostenuto l’intervento sociale obbligatorio – spiega l’assessore Rossana Ledda – e gli uffici dei servizi sociali hanno fatto prontamente la richiesta a fine giugno. Siamo in attesa di una risposta. Quello che arriverà è un aiuto prezioso, ma comunque parziale».
Inserimenti in strutture. Crescono le richieste di inserimento per anziani in strutture protette, ma anche per minori e disabili. Ne derivano maggiori costi per il comune. «I casi e le richieste tendono ad aumentare e misurano il degrado e la povertà sociale, economica e ambientale delle famiglie senza lavoro e dei minori – dice l’assessore ai servizi sociali –. Misurano anche le difficoltà finanziare dei comuni che vessati da queste esigenze hanno meno risorse per avviare azioni di prevenzione, educazione e nuove politiche sociali».
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