La Nuova Sardegna

Nuoro

Macomer, tagli alla sanità i sindaci lanciano l’allarme

di Tito Giuseppe Tola

La denuncia dei primi cittadini del Marghine che scrivono all’assessore Luigi Arru «Con la riforma regionale il territorio perderà anche il servizio di oncologia»

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MACOMER. La riforma del sistema sanitario regionale e l’istituzione della Asl unica non fanno ben sperare per le strutture e i servizi di periferia. Si temono tagli e ridimensionamenti anche per servizi di eccellenza che hanno dato risposte importanti all’utenza della zona e a quella di un bacino più ampio che vanno oltre il territorio.

L’allarme dei sindaci. A lanciare l’allarme è il presidente della Conferenza dei sindaci del distretto sanitario, Ignazio Piras, il quale, anche su sollecitazione degli altri sindaci della zona, ha scritto al commissario della Asl di Nuoro, Mario Palermo, e all’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, manifestando le preoccupazioni dei colleghi amministratori e degli utenti del territorio.

Segnali che preoccupano. Se un buon giorno si vede dal mattino, i segnali che arrivano dalla Asl non annunciano niente di buono per i servizi del Distretto sanitario di Macomer. Questo, in sintesi, il concetto che il presidente della Conferenza dei sindaci esprime nella lettera inviata al commissario della Asl e all’assessore alla Sanità. «La recente approvazione della riforma del sistema sanitario regionale, con la scelta di istituire una Asl unica, comporterà molti cambiamenti nella gestione dei servizi sanitari nei territori sardi – scrive –. Ancor prima che si chiariscano quali e quanti cambiamenti interverranno nei singoli distretti sanitari, il sistema di servizi alla salute del Marghine è già sottoposto a una serie di variazioni, tutte di uguale segno e indirizzate alla diminuzione dei servizi sanitari alla persona».

I tagli. Gli annunci che non promettono niente di buono riguardano il laboratorio di analisi, al quale sono stati tolti gli esami immunochimici per farli a Nuoro, l’ipotesi di cancellare il servizio di oncologia, che Macomer ha conquistato quasi 30 anni fa combattendo con le unghie e con i denti contro molte resistenze, e la ventilata possibilità di ridurre il servizio, che ha già poco personale, di prelievo a domicilio per gli utenti impossibilitati a recarsi nel presidio sanitario di Macomer, «un’attività di fondamentale importanza – scrive Ignazio Piras – che ha dato ottimi risultati nel territorio del Marghine venendo incontro alle esigenze di una popolazione con i tassi di invecchiamento più alti nel territorio dell’ex provincia di Nuoro».

A rischio la riabilitazione. Il timore è che tagliando e ridimensionando i servizi si riduca a poca cosa ciò che rimarrebbe a Macomer. La paura, infatti, è anche con la nuova Asl unica siano ridimensionati o cancellati servizi di eccellenza come la riabilitazione e la degenza riabilitativa che, secondo alcune voci, si vorrebbe concentrare a Oristano. «I sindaci del Marghine sottolineano la loro preoccupazione per questa tendenza che punta a ridurre il sistema dei servizi sanitari alla persona in un territorio già pesantemente colpito da una crisi economica e sociale – scrive il presidente della Conferenza –. Il Marghine e la sua popolazione chiedono semmai un potenziamento dei servizi territoriali per mantenere un sufficiente grado di qualità e supplire ad altre carenze nel sistema complessivo dei servizi locali. Sindaci e amministratori non accetteranno tagli che, legati esclusivamente a una visione utilitaristica e ragionieristica delle cose, non tengano conto delle esigenze delle comunità di riferimento».

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