Posada apre le porte ai terremotati
Accolta dall’amministrazione la proposta dei consiglieri di opposizione
POSADA. Piace alla maggioranza la proposta fatta dai tre consiglieri dell’opposizione sull’offerta di un alloggio temporaneo a Posada a famiglie di terremotati.
In una lettera indirizzata al sindaco, Mirko Murgia, Giorgio Fresu e Marcello Costaggiu si sono detti pronti ad ospitare una famiglia e chiedono che l’iniziativa si estenda ai possessori di seconde case e attività ricettive.
«A nome dell’amministrazione comunale che rappresento esprimo apprezzamento per la proposta fatta dal gruppo consiliare di minoranza e offro la piena disponibilità ad ospitare nel nostro comune gli sfollati del terremoto dell'Italia centrale, qualora le autorità competenti ne facciano richiesta – dice il sindaco Roberto Tola – Subito dopo il terremoto dello scorso agosto il comune, ha devoluto al paese di Amatrice, gli incassi di una giornata dei parcheggi a pagamento nelle spiagge. Una piccola somma che sicuramente non allevierà i disagi e le preoccupazioni delle popolazioni colpite ma che rappresenta comunque un segno di solidarietà e vicinanza da parte della popolazione di Posada e di quanti hanno contribuito alla raccolta dei fondi. Purtroppo il Comune, così come già verificato recentemente per gli immigrati (in tal proposito c’è stata nelle scorse settimane una richiesta della Prefettura che cercava disponibilità presso le strutture ricettive) che sempre più numerosi chiedono ospitalità in Sardegna, non possiede costruzioni pubbliche idonee ad ospitare persone singole o in gruppi. Pertanto – prosegue il sindaco – l’unica soluzione è quella prospettata dai tre consiglieri di ospitare gli sfollati del terremoto, nelle seconde case e nelle strutture ricettive presenti a Posada se i proprietari mostrassero la disponibilità e la volontà in tal senso. Sarebbe bello – conclude Tola – che tale spontanea ospitalità, venga offerta anche ai migranti che sbarcano nella nostra Isola alla ricerca di un futuro e di condizioni di vita migliori che stanno trovando forti difficoltà nell’accoglienza anche se solo temporanea». (s.s.)
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