Furti in appartamento arrestate due donne Rom
Dopo i casi registrati nel mese di agosto, nuovi episodi alla periferia della città La polizia: «Chiamare il 113 se si avvistano persone sospette vicino alle case»
NUORO. Furti in città: dopo qualche mese di tregua, due nuovi casi a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. Uno consumato, l’altro tentato, ma secondo gli inquirenti, con lo stesso “modus operandi”, tipico dei cittadini di etnia rom. Dopo l’arresto ad agosto di quattro donne romene da parte degli agenti delle volanti della Questura di Nuoro, casualmente in città non si erano più registrati reati di questo tipo. Poi l’allarme, negli ultimi giorni di ottobre, con due denunce da parte di due nuoresi, entrambi con casa alla periferia della città. La Questura ha attivato immediatamente un dispositivo di prevenzione e dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza, dislocati nei quartieri in cui sono stati commessi i furti, gli investigatori ieri sono riusciti a chiudere il cerchio, sottoponendo a fermo due nomadi e a denunciarne altri cinque a piede libero ma per gli stessi reati: furto, ricettazione, possesso ingiustificato di strumenti di effrazione e violazione del divieto di ritorno nel Comune di Nuoro.
In particolare, con l’accusa di furto aggravato, sono finite in carcere a Badu e Carros due rom ed una terza è stata invece denunciata all’autorità giudiziaria in stato di libertà. Dopo una rapida indagine gli uomini delle Volanti hanno infatti identificato le tre autrici del furto consumato il 28 ottobre scorso all’interno di un appartamento cittadino. Le donne di 21, 26 e 29 anni, provenienti da Lazio e Lombardia, hanno rubato oggetti preziosi per un valore di circa 9mila euro. Non paghe, qualche giorno dopo sono tornate in città, ma dopo aver acquistato arnesi “da scasso”, cacciaviti e guanti, sono subito state intercettate dagli agenti che, da un riscontro con le immagini delle telecamere acquisite nei pressi dell’abitazione, le hanno riconosciute come le autrici di quel furto.Per il reato di ricettazione, invece, è stata denunciata una giovane rom trovata in possesso di oggetti d’oro di cui non ha saputo giustificare la provenienza. La donna aveva una fede nuziale da uomo con scritto nella parte interna il nome di donna che la giovane, a richiesta degli agenti, diceva di non conoscere. Per possesso ingiustificato di strumenti di effrazione e violazione del divieto di ritorno nel Comune di Nuoro sono stati invece denunciati un uomo e due donne, sempre di etnia rom, tutti in trasferta dal Lazio. Alla vista degli agenti hanno cercato, a bordo di un’auto noleggiata nel continente, di sfuggire al controllo iniziando una rocambolesca fuga terminata col fermo del veicolo e la denuncia dei tre. Una di loro D. S., pluripregiudicata con decine di false identità, era stata rilasciata la mattinata stessa, dopo esser stata arrestata ad Olbia perché sorpresa dal padrone di casa mentre cercava di entrare all’interno del suo appartamento. La nomade in questione era già stata fermata in precedenza anche dagli agenti della Questura di Nuoro, gli stessi che ieri l’hanno denunciata. Altri cinque Rom sono stati invece individuati da una pattuglia mentre, con fare sospetto, si aggiravano nei quartieri alla periferia del capoluogo barbaricino. Accompagnati in Questura per essere identificati, perquisiti e foto-segnalati, a carico di due, essendo pregiudicati, è stato notificato un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno in città per i prossimi tre anni. Il questore, Massimo Colucci, in questa stessa occasione ha emesso ben sette fogli di via per altrettanti cittadini romeni.
«L’occasione – fanno sapere gli investigatori – è utile per rinnovare le raccomandazioni a tutti i cittadini di contattare subito il numero del 113 nel caso in cui si avvistino persone sospette aggirarsi presso le proprie abitazioni, specie se si tratta di giovani Rom di sesso femminile, in stato di gravidanza e vestite all'occidentale. Sono solite utilizzare tale vestiario – concludono – per carpire la fiducia degli ignari cittadini». (k.s.)
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