Settanta detenuti in rivolta a Mamone
Senza acqua calda da oltre un mese: alcuni si rifiutano di uscire per lavorare, altri hanno iniziato lo sciopero della fame
MAMONE. Detenuti in rivolta a Mamone: un gruppo ha iniziato lo sciopero della fame; un altro gruppo si è rifiutato di uscire al lavoro nei campi della Colonia penale. Sono una settantina i reclusi che da ieri mattina protestano clamorosamente per denunciare le condizioni in cui si trovano da oltre un mese. Costretti a riscaldare l’acqua per lavarsi nei fornellini in cella o nella cucina dei detenuti. Senza riscaldamento e senza docce, dunque. La sede centrale della Colonia penale di Mamone è senza caldaia, infatti.
Non basta: Radio Carcere dice chiaramente che i detenuti della centrale sono lasciati anche senza saponi e senza detersivi per pavimenti, senza candeggina e senza buste per la raccolta della spazzatura.
La tensione, insomma, è alle stelle, il clima sempre più difficile. «La polizia penitenziaria ha fatto il possibile così come lo hanno fatto gli educatori nel far mantenere la calma ai reclusi» racconta Giovanni Villa, segretario generale aggiunto della Cisl-Fns. «Purtroppo la corda si è spezzata e i detenuti hanno iniziato la protesta – va avanti Villa –. Da tempo scriviamo e denunciamo i disservizi che ci sono in questo istituto di pena, ma pare che nessuno ci ascolti. Un carcere non può essere messo in difficoltà da alcune persone, mentre altre si impegnano al massimo per far sì che le cose vadano al meglio».
La situazione più critica sembra essere quella della sede centrale della Colonia penale, anche se i problemi non mancano certo neppure nelle varie diramazioni. Bastano pochi numeri per capire la dimensione della realtà: a fronte di un totale di 140 detenuti distribuiti nelle varie diramazioni del carcere, dall’altopiano di Onanì fino alla Santissima Annunziata, sono al lavoro soltanto una ottantina di agenti di polizia penitenziaria (mentre l’organigramma ne prevede 122). «La recente visita del capo del dipartimento – riprende fiato Giovanni Villa – pare non abbia sortito nessun effetto, tant’è vero che invece di migliorare la situazione man mano è peggiorata. Ci dispiace dirlo, anche se ancora speriamo in un cambiamento positivo, ma a circa un anno dall’insediamento del nuovo direttore, possiamo dire che l’amministrazione penitenziaria nella sua amministrazione generale della Colonia di Mamone ha totalmente fallito, finanche nella gestione del personale di polizia e civile. Oggi come oggi – sottolinea il poliziotto sindacalista della Cisl – è indispensabile cambiare, in questi casi e con questi risultati meglio voltare pagina ed iniziare un nuovo capitolo con nuovi protagonisti» è l’attacco finale. Sferrato in una giornata di agitazione che rischia di sfuggire di mano e di degenerare.
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