Furti, la polizia indaga su un’associazione gestita dalla Penisola
Le ladre sarebbero mosse da un gruppo criminale «Fanno toccata e fuga e svaligiano le case in 13 minuti»
NUORO. Sbarcano in Sardegna con la nave solo nelle rare occasioni nelle quali decidono di arrivare con un’auto noleggiata nella Penisola. Si presentano vestite come ragazze qualsiasi e la formazione tipo che mettono su ad hoc per accedere ai benefici garantiti dalle leggi italiane, in genere, è costituita da due o al massimo tre giovani: una delle quali è minorenne, mentre l’altra sostiene di essere in cinta e poi spesso si scopre che non lo è. La squadra Volanti della questura di Nuoro, coordinata dal dirigente Samuele Cabizzosu, le teneva sott’occhio da qualche tempo e i fermi degli ultimi giorni ne sono la prova, ma più passano le ore, più l’indagine sui furti negli appartamenti in città, registra qualche nuovo importante tassello che disegna, passo per passo, una precisa pista investigativa.
Tutte le informazioni finora raccolta circa i furti in città, circa i sopralluoghi, i metodi per entrare in azione ma anche le dinamiche che seguono gli eventuali arresti delle ladruncole, infatti, sembrano far propendere per l’esistenza di una associazione che dalla Penisola muove, come piccole pedine, le abilissime Arsenio Lupin. E qualcuna delle fermate, del resto, agli agenti lo ha anche lasciato intendere. «Dietro di noi – ha detto – ci sono famiglie importanti che vivono nel Lazio». Le nuove leve del furto con destrezza, dunque, non sarebbero cani sciolti ma ladre addestrate e mosse sul territorio di mezza Italia da una vera e propria associazione che ne gestisce i movimenti, il metodo di “lavoro”, e ovviamente anche i proventi delle scorrerìe. In genere, come spiega il dirigente delle Volanti, arrivano a Nuoro dal Lazio o dalla Lombardia, sono di etnia Rom, ma vestono alla maniera occidentale Non appena arrivate in città, si dirigono verso qualche market per comprare gli attrezzi da lavoro, e poi, senza perdersi in altri giri, approdano davanti alla “preda” selezionata nei giorni precedenti. L’appartamento da svaligiare, in genere, viene scelto solo dopo un attento sopralluogo eseguito da un’altra persona appartenenente allo stesso gruppo criminale: spesso, per non dare nell’occhio, si finge venditore ambulante di cianfrusaglie.
Una volta scelto l’appartamento-“vittima”, parte l’informazione e in città a quel punto entrano in azione le due o tre ragazze Rom. Stando ai dati raccolti dalla polizia, in media, il duetto per svaligiare un’appartamento ci impiega appena tredici minuti al massimo, e non perde tempo con altro: punta solo all’oro e ai contanti. L’unica barriera che riesce a fermare le ladruncole, a quanto pare, sono le porte che vengono chiuse con diverse mandate. Altrimenti, anche quelle blindate, si aprono come niente. Il lavoro svolto negli ultimi mesi dalle Volanti e il piano di controlli disposto dal questore Massimo Colucci ha dato tuttavia ottimi frutti: diverse denunce, diversi arresti e altrettanti fogli di via per chi è stato sorpreso a rubare. Gli ultimi fermi sono stati convalidati dal gip Mauro Pusceddu che ha anche disposto, nei confronti delle due Rom arrestate, la custodia cautelare in carcere.
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