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Vertenza aperta sul caso Mamone

Vertenza aperta sul caso Mamone

Nella Colonia penale continua lo stato di agitazione, la Cisl-Fns scrive al Dap

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MAMONE. Il “caso Mamone” arriva sul tavolo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. O meglio: sulla scrivania del direttore Santi Consolo. È il segretario generale nazionale della Cisl-Fns Pompeo Mannone a portare sulla ribalta italiana la situazione della Colonia penale di Onanì. Al centro, ormai, di «una vertenza sindacale che andrà avanti ad oltranza e fino a quando non avremo l’attenzione che gli operatori del comparto sicurezza meritano», si legge in una missiva inviata dal segretario generale regionale dello stesso sindacato Nino Manca a Maurizio Veneziano, provveditore dell’Amministrazione penitenziaria in Sardegna, e a Elisa Milanesi, direttrice della Colonia penale di Mamone.

«Quello che si è verificato e si sta verificando è umiliante e vergognoso» attacca il sindacalista, da tempo impegnato con la sua organizzazione a chiedere a gran voce un futuro migliore per il carcere.

Lungo l’elenco delle doléances iscritte nel cahier compilato dalla Cisl-Fns: dalla mancanza di autorevolezza che porta «taluni Uffici a continuare a fare il cattivo e il brutto tempo» con tutte le ripercussioni immaginabili sul personale in servizio, allo sciopero della fame che i detenuti (costretti a fare la doccia fredda) stanno attuando da qualche giorno, che impegna oltre misura (vista l’evidente carenza di organico) gli agenti di polizia, come pure gli educatori, a far mantenere la calma nell’istituto di pena, soprattutto nella sede centrale. «Per non vivere in mezzo al lerciume, gli agenti portano da casa le buste della spazzatura e i detersivi – incalza Nino Manca –. I detenuti pur di non deludere l’Amministrazione nel lavoro a loro assegnato si acquistano detersivo per le pulizie, guanti da lavoro etc. non è forse ridicolo e da presa in giro tutto questo ? Crediamo proprio di sì». «Mai come in quest’ultimo periodo abbiamo avuto la chiusura a singhiozzo dell’Officina e dell’Agricola assolutamente necessari in Colonia» è un altro punto messo in evidenza. «Come il personale del Reparto a cavallo – ancora – che per uscire in servizio di pattuglia usa la propria attrezzattura ed anche qui non è che mancano le richieste di acquisto, così come le richieste per il mantenimento dei cavalli…perché non si interviene ?». (l.p.)

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