Sepoltura a Galtellì per il nipote paladino del Premio Nobel

Lettera del sindaco, tre ex sindaci, parroco e alcuni amici Appello ai familiari di Alessandro Madesani Deledda

Una sepoltura in terra sarda, a Galtelli per la precisione. «È motivo di orgoglio accogliere qui Alessandro Madesani, nipote e intellettuale, che ha dato tanto alla comunità di Galtellì. Era un uomo che gli piaceva stare con la gente, un motore per promuovere l’immagine di nonna Grazia. Un segnale di riconoscenza, per continuare il processo di valorizzazione della Deledda». Così Giovanni Santo Porcu, sindaco di Galtellì. Primo firmatario di una lettera aperta inviata a Luino, provincia di Varese, ai familiari di Alessandro Madesani Deledda, morto venerdì scorso all’età di 77 anni.

«Alessandro Madesani Deledda, nipote, erede morale, e ultimo testimone della grande scrittrice – si legge nella missiva –, più volte aveva manifestato negli ultimi anni ai suoi amici più cari di essere sepolto in terra sarda, in particolare in Baronia, per ricongiungersi con la grande nonna. Un modo questo per continuare, anche se virtualmente, la sua lunga battaglia per togliere dall’oblio, in cui per decenni era stata ricacciata, il Premio Nobel nuorese». A firmare la lettera partita dalla Baronia, ci sono anche gli ex sindaci di Galtellì Giovanni Cosseddu, Renzo Soro e Gesuino Beccari, il parroco Ruggero Bettarelli e gli amici storici di Alessandro (“Sandro”) Madesani, Carmelo Cicalo e Antonio Rojch.

«Crediamo – sottolineano in coro – che la famiglia, alla quale la comunità galtellinese si rivolge con tanto affetto e riconoscenza, non possa che essere onorata. Per questo rivolgiamo la preghiera perché la salma di Alessandro Madesani possa essere tumulata nel paese del parco letterario dedicato alla grande scrittrice, nel cimitero, sopra l’antica basilica, che la stessa Deledda ha descritto nel suo fortunato romanzo Canne al vento. Nel paese, di cui lui è cittadino onorario». «Abbiamo sempre considerato Alessandro Madesani galtellinese – ribadisce l’ex sindaco Giovanni Cosseddu –, aveva un legame forte con il nostro paese, oltre al nostro rapporto di solida amicizia. La cittadinanza onoraria, che io stesso, da sindaco, gli ho concesso con il consiglio comunale all’unanimità, nel 2000, lo aveva ancora di più legato al paese di Canne al vento, con quale ha continuato ad avere un rapporto privilegiato».

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