Orgosolo, i cacciatori denunciano «Cinghiali infetti abbandonati»

Una compagnia cattura alcuni animali, scopre che sono affetti da peste suina e attende invano l’Asl «Nonostante i solleciti fatti all’azienda sanitaria, ancora nessuno è intervenuto per lo smaltimento»

ORGOSOLO. Nuove polemiche attorno alla gestione del piano per l’eradicazione delle peste suina africana fatto dalla sanità a livello locale. I cacciatori di Orgosolo denunciano le gravi inadempienze della Asl per il mancato seppellimento dei cinghiali risultati positivi alla “psa”.

Una delle compagnia di caccia grossa di Orgosolo lo scorso 9 novembre ha catturato alcuni cinghiali e come previsto dal quarto provvedimento della norma ha eseguito i prelievi di rito.

Lo stesso giorno il referente della compagnia ha ricevuto il rapporto di prova numero 114167/2016 nel quale si comunicava che due degli animali analizzati risultavano positivi alla peste suina africana. La compagnia di caccia grossa di Orgosolo si è da subito messa a disposizione per eliminare le carcasse dei cinghiali, che, come è previsto e regolamentato dalla normativa vigente, vanno interrati sotto diretta sorveglianza di un veterinario dell’azienda sanitaria locale.

La cosa preoccupante è che nonostante i vari solleciti fatti dal Referente per l'interramento delle carcasse infette, da parte della Asl non vi è stata nessuna risposta, se non un continuo rimandare le operazioni dell'infossamento. A ieri, infatti, le carcasse sono ancora stoccate nella cella frigo della compagnia, in stato di putrefazione.

«Ci spiace dover riscontrare e raccontare questo episodio – dice Nicola Sanna, presidente dei 170 cacciatori soci dell’ Autogestita Fundales – considerato che tutte le compagnie si sono censite e i vari referenti sono stato formati, al fine di poter rispettare le direttive previste nel quarto provvedimento. Ricordo che tutte le compagnie si sono dotate di cella frigo e fossa a spese proprie. Augurando che il disagio creato sia un episodio isolato e che ci sia una maggiore collaborazione con le altre istituzioni coinvolte».

Dello stesso avviso Marco Pisanu, presidente Cpa : «Ci spiace dover sottolineare ancora una volta che nonostante la buona volontà e disponibilità dei cacciatori, sono le istituzioni a creare disagi a chi presta volontariamente la propria opera per sconfiggere l’annoso problema della Psa. Questi episodi potrebbero vanificare il grande lavoro di sensibilizzazione e informazione che l'Associazione che rappresento ha effettuato su tutto il territorio regionale».

«Appare altresì ovvio- continua Pisanu- che questi disagi possano indispettire e far venir meno la voglia di collaborare. Abbiamo inviato una nota ufficiale al dottor De Martini e all’assessore alla Sanità, per segnalare il disservizio, ci auguriamo che si attivino per evitare il ripetersi di questi episodi, anche perché il caso di Orgosolo purtroppo, ahimè, non è l’unico».

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