La Nuova Sardegna

Nuoro

Trentamila fedeli alla festa delle Grazie

di Stefania Vatieri
Trentamila fedeli alla festa delle Grazie

Domani mattina corteo e messa solenne con il vescovo Mosè Marcia nel “nuovo” santuario costruito sessant’anni fa

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NUORO. Un bagno di fede e storia accoglie il tradizionale rito che dal 1812 scioglie il voto fatto alla Madonna delle Grazie. Un appuntamento religioso particolarmente sentito dalla comunità barbaricina, che da oltre due secoli “ringrazia” la sua Santissima Madre per aver salvato il 21 dicembre del 1812 – come narra la leggenda – la città da una terribile peste. Da allora, ogni anno, la cittadinanza al termine dei giorni dedicati alla novena scioglie il proprio voto in suo onore offrendole in dono dodici ceri al termine di una messa solenne, che rappresentano i dodici apostoli. I ceri votivi nel tempo sono diventati diciannove, tanti quanti sono gli antichi rioni della città: da Santu Predu a Santu Caralu, da Santa Ruche a Su Serbadore, Santa Marina, Santa Maria, Purissima, Sant’Ursula, Sas Grassias, Santu Nicola, Santu Lenardu, Santu Carmelo e Cumbentu sono alcuni dei nomi rimasti alla memoria.

Quest’anno sono stati oltre 27mila (circa 3.000 al giorno) i fedeli che nei giorni dedicati alla Novena di Nostra Signora delle Grazie hanno affollato il santuario in segno di devozione. Domani la cifra salirà ancora, forse fino a 30mila, visti i numerossisimi fedeli provenienti da tutta la diocesi. Vescovo, amministratori e alcuni nuoresi vestiti in abito tradizionale apriranno il corteo che dal municipio e dalla Cattedrale giungerà fino al santuario di Nostra Signora delle Grazie, dove nel corso di una messa solenne celebrata dal vescovo di Nuoro Mosè Marcia, i dodici ceri votivi verranno accesi per essere poi donati alla Madonna. «Esiste tutt’oggi un legame fortissimo tra la popolazione e il santuario – spiega padre Giuseppe Magliani, parroco delle Grazie –. Tante volte ho cercato una spiegazione valida che potesse giustificare questo profondo attaccamento – sorride –, e una ragione alla fine me la sono data: il santuario è tanto amato perché è stato costruito dal popolo. In quegli anni c’è stato un grande movimento di genti provenienti da tutto il circondario e ogni anno infatti tantissimi raggiungono il capoluogo barbaricino per seguire la novena della Madonna delle Grazie – aggiunge il parroco –. È una festa sentita da tutti». Quest’anno inoltre ricorrono i sessant’anni da quando il 21 novembre del 1956 il cardinale Alfredo Ottaviani celebrò la liturgia di benedizione del nuovo santuario di via La Marmora e i cinquant’anni dall’inaugurazione della scuola materna, fondata nel 1966 da padre Giovanni Mesina. «Un legame viscerale che abbraccia tutto ciò che ruota attorno alla chiesa – sottolinea il parroco Giuseppe Magliani –. Dal mondo giovanile con l’Acr, il catechismo e il gruppo scout, fino alla mensa dei poveri, la più esemplare opera, che da 27 anni prosegue con sempre maggiore impegno in una società in crescente emergenza (negli ultimi anni è aumentata la percentuale dei nuoresi che si rivolgono alla mensa) – spiega amareggiato –. E poi la scuola materna delle suore, che quest’anno festeggia tra mille difficoltà i cinquant’anni dall’inaugurazione, ponendosi come servizio pubblico senza finalità di lucro e accogliendo alunni di ogni estrazione sociale, economica e culturale con particolare attenzione verso i bambini dei ceti meno abbienti». Il tradizionale corteo partirà la mattina alle 10:30 dal palazzo municipale con il sindaco e la giunta in testa e dalla Cattedrale con il vescovo Mosè Marcia accompagnato dai Canonici, per incontrarsi alle 10:40 lungo il corso Garibaldi e giungere insieme alla chiesa di Nostra Signora delle Grazie. Mentre nel pomeriggio, dalle ore 16, partirà sempre dalla chiesa delle Grazie la processione religiosa lungo le vie della parrocchia, che chiuderà solennemente la novena dedicata alla Madonna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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