La Nuova Sardegna

Nuoro

Fondi europei, la corsa ai nuovi bandi

Oltre cento imprenditori alla presentazione all’Exmè con due assessori della giunta Pigliaru: «In dieci giorni 170 domande»

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NUORO. Successo del focus promosso dalla Regione sulle opportunità offerte dall’Unione europea alle imprese. È il terzo appuntamento nell’isola del roadshow, così è stato battezzato, che vede gli assessori della giunta Pigliaru testimonial del nuovo appuntamento con i fondi comunitari per il periodo 2014-2020. Oltre cento imprenditori o persone che desiderano diventarlo hanno affollato ieri le sale dell’Exmè, e ascoltato dagli assessori alla Programmazione, Raffaele Paci, e al Lavoro, Virginia Mura, le direttive del piano. Contemporaneamente, tre sportelli operativi (Avvio dell’impresa, Crescita, Innovazione)davano informazioni su come accedere ai bandi o addirittura avviavano le pratiche seduta stante.

In particolare l’evento di ieri era incentrato sul bando T1, dedicato alla “competitività delle imprese”, che è riservato a piani di investimenti tra i 15 e i 150mila euro. Cosa cambia rispetto al passato, cioè alla precedente programmazione 2007-2013? Praticamente tutto, come spiega lo stesso assessore Paci, nel senso che la Regione ha scelto di voltare pagina rispetto ai finanziamenti a fondo perduto («non vogliamo più vedere capannoni abbandonati») o che comunque vedevano una minima percentuale di rischio da parte dell’imprenditore, ma ha scelto di sostenere, «con aiuti al 40-50 per cento, un po’ di più nel sociale», coloro che vogliano scommettere sul proprio futuro. Ancora sul T1, il bando che si candida a diventare il più gettonato: «In appena dieci giorni abbiamo ricevuto 170 domande – dice l’assessore Paci – per circa sei milioni di investimenti. Questo significa che in linea teorica siamo già a metà dei 12 milioni più due disponibili per questo specifico bando che scade a fine dicembre. Ma il bando sarà finanziato, chi proporrà idee innovative verra dunque aiutato a metterle in atto». A disposizione, tra i vari settori di intervento, gli “assi” individuato dai fondi europei, ci sono oltre 900 milioni. «Non vorrei che nel 2022 – ha continuato Paci – qualcuno dicesse “ecco, anche questa volta la Sardegna non è riuscita a spendere i fondi assegnati”. Siamo all’inizio della programmazione e la procedura è stata notevolmente semplificata. Abbiano scelto la formula “a sportello” evitando le graduatorie che diventavano un’inutile pastoia burocratica».

Il Nuorese come si sta preparando alla “corsa” per i bandi europei? Bene, a sentire Paci, visto che su 170 domande per gli investimenti T1, come abbiamo visto da 15 a 150mila euro, ben 36 arrivano proprio dalla provincia di Nuoro, e la portano al secondo posto di quella che è ancora una classifica provvisoria, con una predominanza del settore artigiano. Un segno di vitalità, per l’assessore alla Programmazione, il quale ha ricordato come su questa parte dell’isola siano previste altre forme di finanziamento, quali quelle individuate dal Piano di rinascita delle Zone interne firmato lo scorso anno («siamo in ritardo», ha ammesso Paci), l’inclusione nello Snai (Strategia Nazionale Aree Interne) della Barbagia Mandrolisai e il piano che il presidente Pigliaru ha definito il Masterplan delle Zone interne. (p.me)

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