Orune intitola a Margherita Sanna la sala del Consiglio

L’amministrazione onora la prima sindaca sarda Rimase in carica per tre legislature dal 1946 al 1966

ORUNE. Oggi ad Orune verrà intitolata la sala consiliare a Margherita Sanna, prima sindaca del centro barbaricino e della Sardegna. Nacque ad Orune il 13 febbraio 1904 da Pietro e Cecilia Ruiu e dopo le scuole dell'obbligo si diplomò in ragioneria a Sassari nel 1930. Successivamente lavorò nella segreteria del suo comune natale e nel 1935 a Cagliari conseguì il diploma di maestra elementare, sua autentica vocazione e ragione di vita. Donna di grande e profonda fede, fu molto attiva all'interno dell’Azione Cattolica e nel 1943, accusata dal regime di essere una spia al soldo degli Inglesi, venne arrestata insieme a Salvatore Mannironi e Ennio Delogu e per trenta giorni rimase imprigionata nel carcere di Buoncammino a Cagliari. Finita la guerra, fu sindaca di Orune per tre legislature; dal 7 aprile 1946 sino al 1956 per i primi due mandati e ancora sullo scranno più alto del municipio nel 1964, rassegnando le dimissioni per motivi di salute nel 1966. Convinta militante della Democrazia Cristiana, nel 1956 fu eletta inoltre consigliere provinciale, ricoprendo l’incarico di Assessore all’assistenza per due legislature. La cerimonia di stasera segue idealmente quella svoltasi alcuni mesi fa a Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, durante la quale, alla presenza del Presidente Laura Boldrini era stata inaugurata la “Sala delle Donne”, dedicata a quelle figure femminili che, come Margherita Sanna, per prime hanno ricoperto cariche istituzionali nel secondo dopoguerra. Un momento denso di significati politici, sociali, culturali.

Tra gli altri era presente anche il primo cittadino di Orune, Michele Deserra, convocato a Roma per il riconoscimento di un primato di cui ogni sindaco andrebbe fiero: rappresentare il primo comune della Sardegna ad aver espresso un sindaco donna. «È stato commovente sentir citare il nome di Margherita Sanna e il primato di Orune nelle storiche stanze di palazzo Montecitorio – ha detto Deserra – perchè in base agli atti ufficiali, parte dei quali inviati proprio dal nostro comune su richiesta della Camera dei Deputati, fummo noi ad eleggere il primo sindaco donna della storia sarda». Uno straordinario e fino a oggi quasi sconosciuto primato, a dimostrazione che nella nostra isola le basi dell'emancipazione femminile furono gettate ancor prima della nascita dello Stato repubblicano. Il referendum istituzionale tra Repubblica e Monarchia si sarebbe infatti tenuto il 2 giugno 1946, poche settimane dopo l’elezione a sindaco di Margherita Sanna. Oltremodo, nel ricordo della sua figura, affiora un ruolo della donna in Barbagia che, malgrado all'interno di rigide logiche e dinamiche sociali, non è mai stato subalterno a quello dell'uomo; diverso sì, ma mai succube. La sua elezione a sindaca, la prima in Sardegna, dimostra, semmai ve ne fosse bisogno, che nelle nostra “profonda Barbagia” le basi delle pari opportunità erano ben radicate già 70 anni fa.

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