Preferenza di genere in Consiglio
Graziano Siotto: «Anche il nostro Comune si mobilita per la mozione regionale»
NUORO. «Una mobilitazione che non poteva non vedere protagonista anche il Comune di Nuoro – dice il consigliere comunale Graziano Siotto –. In qualità di presidente della commissione Servizi sociali e pari opportunità che già aveva ospitato l’Associazione presso il nostro Comune, ho fortemente voluto aderire alla mobilitazione per richiedere al presidente del consiglio regionale la calendarizzazione della stessa mozione». Graziano Siotto (Atene sarda) parla delle bandiere in lutto per più donne in politica, l’iniziativa che ha coinvolto 142 Comuni sardi, con l’esposizione dei Quattro mori listati a lutto per richiedere l’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale sarda. Una mobilitazione promossa dall’associazione “Meglio in due” e dalle responsabili Lucia Tidu, Carla Poddana ed Elena Secci, proponenti la mozione che richiede la modifica della legge elettorale sarda per l’inserimento della doppia preferenza di genere (possibilità di votare sia uomo che donna) al fine di favorire le pari opportunità e la presenza femminile nelle istituzioni isolane. «Vogliamo che in consiglio regionale – spiegano le rappresentanti di “Meglio in due” – arrivi forte e chiaro il messaggio di tanti primi cittadini, di tante comunità perché saranno loro i protagonisti insieme a noi. Vogliamo che questo messaggio arrivi forte e chiaro a quella politica chiusa nel palazzo, preoccupata solo di difendere sé stessa».
Presenti a Nuoro, davanti al palazzo municipale, anche il consigliere comunale Pierluigi Saiu e diversi cittadini e cittadine nuoresi sensibili al tema. La stessa mozione di sollecito al consiglio regionale verrà discussa e votata nel consiglio comunale di Nuoro previsto per questo pomeriggio così come calendarizzato nell’ultima conferenza dei capigruppo. «Il consiglio regionale non sia sordo alla richiesta di 142 Comuni sardi, dei primi cittadini ed amministratori tutti né si renda complice di un preoccupante silenzio istituzionale che certamente non fa il bene della società sarda né delle nostre concittadine» conclude Siotto.
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