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Nuoro

Peste suina, per Littarru anche il sostegno dell’Anci

di Paqujto Farina
Peste suina, per Littarru anche il sostegno dell’Anci

Solidarietà al sindaco di Desulo accusato di abuso d’ufficio dal pm di Oristano Intanto sono risultati positivi al virus altri tre allevamenti a Sarule e Orani

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DESULO. L’Anci Sardegna, l’associazione che riunisce e rappresenta tutti i comuni dell’isola, si schiera con il sindaco di Desulo Gigi Littarru nella vicenda della lotta alla peste suina. Il 6 dicembre prossimo, infatti, al tribunale di Oristano si deciderà sul rinvio a giudizio o meno di Littarru dopo l’accusa di abuso d’ufficio relativo al rifiuto di aver emesso un’ordinanza di abbattimento di alcuni maiali che si sono rivelati positivi alla peste suina africana.

Nel corso dell'audizione dell'Anci Sardegna in Commissione Sanità del Consiglio Regionale, il presidente Pier Sandro Scano ha posto con forza la questione Desulo. L’Anci si è schierata con determinazione a fianco del sindaco, da una parte vittima di un grave attentato e dall'altra denunciato dal responsabile dell'Unità di missione regionale sulla peste suina. Scano ha proposto alla Commissione di interessarsi con la dovuta urgenza del caso, chiamando in audizione sia il sindaco di Desulo che i funzionari regionali competenti.

Intanto sul fronte della lotta alla peste suina, la Regione rende noto che sono tre su sei gli allevamenti, interessati dagli abbattimenti lo scorso 11 novembre fra Sarule e Orani, a essere risultati positivi al virus. Lo rende noto il rapporto elaborato dall’Istituto zooprofilattico che ha analizzato i prelievi effettuati su 25 dei 39 suini abbattuti due settimane fa, con 8 animali risultati positivi. I focolai di Psa erano scoppiati nei due comuni barbaricini lo scorso mese di maggio e solo grazie a un repentino intervento delle autorità sanitarie e all’immediata emissione delle ordinanze di abbattimento dei maiali malati, firmata dai sindaci dei due centri, aveva permesso di circoscrivere e contenere la diffusione del virus. «Non deve sorprendere che a distanza di cinque o sei mesi, su un territorio già colpito dalla Psa, si presentino dei casi di suini, apparentemente sani, ma che dopo i dovuti controlli risultino positivi al virus – dice Alberto Laddomade, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico – Questi animali sono dei potenziali diffusori della malattia e adeguate misure di controllo devono essere applicate rigorosamente. Anche se, ripeto, i suini sono apparentemente sani».

I dati su Sarule e Orani descrivono con estrema chiarezza quanto sia lungo e anche difficile contenere un focolaio una volta scoppiato e quanto sia importante garantire il monitoraggio nei mesi seguenti al periodo di criticità, ha concluso Laddomada.

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