Confronto sul sistema energetico
Tavola rotonda al liceo scientifico sugli scenari in Sardegna
NUORO. Il sistema energetico in Sardegna sta vivendo un momento di grande incertezza, quale il modo per pianificare un futuro ecosostenibile che porti a una riduzione notevole dei costi? Sono stati questi i temi centrali trattati nella tavola rotonda promossa dall’associazione FinaMente venerdì scorso nell’auditorium del liceo scientifico Fermi dove si è discusso del futuro energetico in Sardegna, alla presenza tra gli altri,del presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau e del segretario nazionale della Uiltec Paolo Pirani.
«Occorre una visione globale, un’azione di pianificazione e di coordinamento – ha spiegato la docente di Valitazione di impatto ambientale dell’università di Sassari Chiara Rosnati –. Un aspetto assente nell’isola. Il settore energetico è stato finora in mano a iniziative private che stanno trasformando a poco a poco il volto di questa terra in qualcosa che non è stato pianificato. Oltre questo ci vuole un monitoraggio costante e il coinvolgimento delle comunità».
Per Paolo Pirani «il parco elettrico attualmente è sbilanciato su carbonio ed eolico e c'è in una presenza di industrie molto energivore. Bisogna introdurre il metano anche con autobotti e si dovrebbe avviare un processo di trasformazione delle industrie in questo senso». Anche per Andrea Arzà, amministratore delegato di Liquigas «il metano in Sardegna è la soluzione più efficace oltreché sostenibile economicamente, ma ci vogliono tempi lunghi, un investimento di circa 40 mln e consumi che giustifichino il finanziamento».
Di segno diverso l’intervento del presidente Ganau, che spiegando il Piano energetico ambientale che la giunta ha adottato nell’agosto scorso ha detto che «il futuro sono le energie rinnovabili e l’autosconsumo. Il metano è l’energia idonea alla transizione. Una transizione lunga che avrà bisogno di tempi ed investimenti adeguati, cosa che la Reione si sta impegnando a fare».
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