Misure di prevenzione, esperti a convegno
Il questore Massimo Colucci: «L’avviso orale mantiene ancora i suoi effetti deterrenti»
NUORO. È stato molto partecipato e ricco di spunti di riflessione, il convegno dal titolo “Le misure di prevenzione nel codice antimafia: evoluzione e prospettive” che si è tenuto ieri nell’auditorium della Camera di commercio. L’incontro è stato organizzato dall’associazione nazionale funzionari di polizia e dalla scuola di formazione forense. L’incontro è stato introdotto da Lorena Spina, segretaria nazionale dell’associazione funzionari di polizia, mentre a moderare gli interventi è stato il segretario regionale dell’associazione funzionari di polizia, Domenico Chierico. Sono intervenuti Claudio Lo Curto, già Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Cagliari-Sezione di Sassari; Maria Francesca Cortesi, avvocato del Foro di Cagliari e professoressa di Procedura penale nella facoltà di Giurisprudenza di Cagliari;Paolo Guiso, dirigente della Squadra mobile di Nuoro ed esperto investigatore e a chiudere Filippo Dispenza, prefetto, già questore di Cagliari e ora direttore centrale per gli Affari generali della polizia e membro del Comitato esecutivo Oipc Interpol. Dopo i saluti del sindaco Andrea Soddu, che ha sottolineato l’importanza della materia in discussione, è intervenuto, con un discorso articolato il questore Massimo Colucci che tra i vari passaggi del suo intervento si è soffermato anche sulla efficacia della misura di prevenzione dell’avviso orale. «Devo dire che l’avviso orale mantiene i suoi effetti deterrenti – ha spiegato il questore Colucci – basti considerare che la violazione del divieto di possesso ed utilizzo degli apparati di cui si è appena detto, integra il delitto previsto all’articolo 76 del Codice Antimafia che prevede la reclusione da 1 a 3 anni ed una multa».
Il questore ha ricordato anche che «il disegno di legge sul bullismo e cyberbullismo, attualmente all'esame del Senato, prevede una nuova ipotesi di ammonimento del Questore, estesa ai soggetti minorenni, per gli autori di simili atti, ormai ricompresi a pieno titolo nella definizione di atti persecutori. Sono misure di prevenzione personali nuove che denotano la precisa scelta del Legislatore di affidare all'efficace sistema di prevenzione nuove funzioni derivanti dall'emergere di specifiche manifestazioni di pericolosità. Si tratta di misure di polizia la cui nascita ha segnato un rinnovato interesse e centralità per le misure di prevenzione personali rispetto al concentrarsi dell'attenzione sulle misure di natura patrimoniale, che nel tempo sono divenute il simbolo emblematico del sistema di prevenzione penale».
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