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Nuoro

Ecco le Botteghe del pastoralismo

di Michela Columbu
Ecco le Botteghe del pastoralismo

Il Comune di Ollolai lancia nuove strategie di marketing per i prodotti locali

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OLLOLAI. Creare un circuito economico virtuoso attraverso la messa a sistema delle risorse materiali e immateriali proprie del pastoralismo. È il progetto studiato dal Comune di Ollolai in collaborazione con un team di esperti che partendo dalle peculiarità locali, vuole porre le basi di una rete economica capace di esportare nel mondo prodotti e cultura. «Si concorre così al mantenimento del riconoscimento Unesco per il canto a tenore come espressione del pastoralismo che prevede la realizzazione di un piano di gestione finalizzato allo sviluppo del sistema economico la cui cultura e identità esprimono il bene tutelato» spiega Efisio Arbau, sindaco di Ollolai.

Dopo lo sviluppo della fase progettuale, improntata sullo studio di tutte le azioni necessarie a dar vita a un circuito di vendita che abbia caratteristiche rispondenti alle necessità imposte dal mercato globale (studio di un marchio improntato sul riconoscimento Unesco, sviluppo di un sito internet, e-commerce) si passerà al coinvolgimento di tutti gli operatori economici. La curiosità, non di poco conto, è che saranno coinvolti nel progetto, come primi esportatori di pastoralismo, tutti quei barbaricini che, emigrati per ragioni di lavoro, hanno scelto di creare economia rispettando le dinamiche del territorio di origine. «Sfrutteremo la presenza nel mercato regionale, italiano e internazionale di operatori economici originari di Ollolai, che negli ultimi 50 anni hanno costituito aziende agricole commerciali e ricettive in Sardegna, in Italia e all’estero». È questo infatti uno dei tre pilastri su cui si basa l’idea, che si reggerà oltre che sull’articolato sistema di saperi e tradizioni della cultura ollolaese, anche sul fatto che il sistema produttivo pastorale ha raggiunto negli ultimi vent’anni un livello di innovazione che ha determinato maggiore qualità dei prodotti, e anche maggiori quantità. La realizzazione di attività di promozione animazione e coinvolgimento di operatori è quindi il primo passo. Dopo si procederà alla loro formazione e alla costituzione di una rete di produttori e «di un club di prodotti – spiega ancora – legati alla cultura del pastoralismo per i quali sarà necessario un marchio territoriale con la definizione dei capitolati di qualità: copy identity e attività di promozione del marchio».

Ogni attività commerciale, produttiva o ricettiva aderente avrà il materiale necessario per allestire gli angoli dedicati ai prodotti del pastoralismo, ma non solo, uno degli obiettivi sarà anche quello di creare apposite botteghe da affidare in franchising. E poiché la promozione ormai corre sulla rete, fondamentale sarà lo svipluppo di un sito internet, di un’app per smartphone e la definizione di un modello intergrato di e-commerce. Un’adeguata strategia di marketing farà poi il resto. «Sarà un anno di lavoro importante il 2017, che ci permetterà di mettere in pratica i punti di questo ambizioso progetto – conclude il primo cittadino, per il quale – non è solo un discorso economico ma anche sociale: faremo rete con i nostri emigrati che rappresentano una grande risorsa».

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