Debiti per espropri, seduta di fuoco nell’aula consiliare
Sì alla variazione di bilancio per un milione e 100mila euro L’assessore Denti: «Vendita degli immobili andata male»
NUORO. La variazione di bilancio per far fronte ai debiti degli espropri accende gli animi nell'ultimo Consiglio comunale. A duellare con la spada l'assessore del Bilancio, Lina Denti, e il consigliere di minoranza Pier Luigi Saiu, che anche per mestiere ha molta dimestichezza con i bilanci, con entrate e spese. Si parla nella seduta di queste ultime, per via di un milione e 100mila richiesti dagli uffici per far quadrare i conti di fine anno. Dentro l'anticipazione di 300mila euro, soldo in più o in meno, dovuta come anticipazione ai 20 eredi Guiso Gallisai, per via dei lotti espropriati a monte di via Don Bosco. La cifra l'ha stabilita due anni fa la Corte d'Appello di Sassari, mentre il Consiglio comunale un anno fa ha preso atto del debito e pensato di saldarlo con la vendita di alcuni edifici sparsi per la città. Per precauzione si è bussato anche alla Cassa depositi e prestiti per un mutuo da 3 milioni, già liquidato. Per Saiu erano e sono i soldi con cui saldare il debito. Lo ripete appena finita l’illustrazione dell’assessore Denti, per la quale il pagamento sarà fatto col ricorso al fondo di riserva del bilancio: «Prima di dare il voto positivo a questa variazione io ci penserei bene, perché potremmo essere chiamati a rispondere di un'irregolarità», afferma Saiu. «Per il debito degli espropri è stato infatti acceso un prestito. Come mai non è stato pagato? I soldi l'ente non credo li abbia presi per tenerli in cassa, o per guardarli». Se l’ex esponente di Forza Italia ironizza, non altrettanto fa Lina Denti. Smentisce la possibilità che al debito si sarebbe dovuto aver già fatto fronte: «Le uscite e soldi con cui pagare devono essere iscritti nel conto di competenza del bilancio, così come le entrate connesse. Tra queste ultime avevamo previsto la vendita di alcuni immobili, che non siamo riusciti a realizzare per mancanza d’interesse da parte dei privati. Non ci restava che il fondo di riserva». Per l'assessore, «Saiu non dice il vero. Si arrampica sugli specchi ed è scorretto perché insinua irregolarità di azione in temi già complicati per chi non ha una conoscenza tecnica». La replica è peggio della denuncia iniziale: «Lei è scarsa come assessore, ma è peggio come maestrina improvvisata», sono le parole di Saiu. Sulla cui linea si muove anche il vecchio collega di gruppo Peppe Montesu, Il collega di banco Basilio Brodu va dal “no” all'astensione, mentre la maggioranza compatta accompagna all'approvazione la variazione. Forte anche del parere del segretario generale Antonino Puledda, che cerca e trova l’equivoco della disputa sempre in quel cammino parallelo dentro il bilancio, dove la cassa può in concreto sborsare i quattrini, ma per la forma le voci “paganti” sono quelle del conto di competenza, dove non sono entrati né i soldi dei beni in vendita, né l'anticipazione della Cassa depositi e prestiti. Puledda ricorda anche di dire di avere fatto di tutto per scambiare il credito monetario vantato dai Guiso-Gallisai in alcuni immobili messi sul mercato: «Un obbligo di transazione che impone la legge, ma che non avuto successo per l'indisponibilità della controparte». Un episodio che appare l'ultimo atto di un tira e molla tra espropriati ed ente comunale partito negli anni '80, con costi ingrossatisi nei vari passaggi giudiziaria. I 300mila euro sono l'inizio della fine del contenzioso. Il resto dovrebbe arrivare nel correre di un triennio, come ha previsto il regolamento ad hoc per le scadenze debitorie. Chi invece accetta le compensazioni sarà premiato con una chiusura dei conti celere.
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