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Marghine, scuole a rischio

Marghine, scuole a rischio

Con i nuovi assetti del piano previsti numerosi accorpamenti e soppressioni

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MACOMER. Se le linee guida della Regione sugli assetti scolastici passeranno senza aggiustamenti, per le scuole del Marghine si annuncia una mattanza. Si intravvedono infatti tagli, soppressioni e accorpamenti. Su dieci comuni, tre hanno perso da tempo la scuola elementare e la scuola media. Altri due potrebbero perderla con i nuovi assetti e un terzo la perderebbe negli anni seguenti. Più della metà dei paesi della zona resteranno senza scuola. Forse nell’anno scolastico 2017-2018 non accadrà nulla dato che l’assessore all’Istruzione, Claudia Firino, ha garantito che la situazione è congelata, ma per gli anni successivi la porta resta aperta, e come è avvenuto in passato, le soppressioni e gli accorpamenti arriveranno in modo strisciante per poi sferrare il taglio definitivo.

In poche parole, il calo degli alunni legato alla diminuzione delle nascite e alla conseguente flessione demografica colloca le scuole del Marghine fuori dai parametri ministeriali per il mantenimento dell’autonomia e in qualche caso del servizio. Un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo negli anni passati, se non interverrà una norma regionale che fissi parametri diversi da quelli ministeriali, rischia di pagare ancora in misura pesante. In base ai nuovi parametri sono a rischio due autonomie, quella del Liceo “G. Galilei” e quella dell’Istituto comprensivo di Bolotana al quale fanno capo le scuole di Silanus e Lei. Se passerà senza correttivi la linea che punta a eliminare le pluriclassi, cioè più classi di diverso ordine e con pochi alunni gestite in un’unica aula dagli stessi insegnanti ma con programma diversi, Bortigali poterebbe perdere la scuola elementare e la scuola media mentre a Lei chiuderebbero le elementari. La linea, infatti, non è quella di separare le classi per mantenerle sul posto, ma di chiudere tutto. Gli alunni diventerebbero pendolari in una zona dove i trasporti e la viabilità sono in condizioni peggiori delle scuole.

L’alzata di scudi dei sindaci della zona finora non ha avuto risposte dalla Regione. Il consigliere regionale di Macomer, Gian Franco Congiu, è intervenuto con un comunicato prendendo le distanze. «Non vogliamo contribuire – ha scritto – alla desertificazione delle zone interne con un piano di dimensionamento scolastico avulso dalla realtà delle zone marginali», e ha chiesto che si eserciti le prerogativa dello Statuto che consente, nel campo dell’istruzione, di adattare la normativa nazionale alle esigenze e proteggendo le aree interne dal rischio di un ulteriore spopolamento. Congiu ha suggerito la perequazione per equlibrare i numeri dei parametri. (t.g.t.)

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