La Nuova Sardegna

Nuoro

Vertenza industria, nuovo allarme della Cgil

di Federico Sedda
Vertenza industria, nuovo allarme della Cgil

Tavolo regionale per conoscere la sorte dei lavoratori della centrale elettrica e di Ottana Polimeri

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OTTANA. «La situazione della zona industriale di Ottana è arrivata a un punto di svolta: ad aprile 2017 scadono gli ammortizzatori sociali per i lavoratori della centrale elettrica, mentre quelli per i lavoratori di Ottana Polimeri scadranno a settembre 2017. Il destino dei cassintegrati si gioca nel giro di un mese. In questa prospettiva, per certi versi drammatica, un incontro tra Regione, azienda e parti sociali non è più rinviabile». Questo l’ennesimo allarme lanciato dalla Cgil di Nuoro, che, in una nota firmata dal segretario generale, Salvatore Pinna, e dal segretario della Filctem, Sergio Zara, chiedono l’apertura del tavolo regionale per discutere sul futuro delle due fabbriche e, allo stesso tempo, rilanciano i progetti per la riconversione a gas della centrale elettrica e per la ripresa della produzione del pet (plastica per bottiglie) attraverso la chimica tradizionale chiusa a Ottana da oltre due anni. «Il progetto di ripristino della filiera del pet in Sardegna – sostengono nella nota i due sindacalisti – è sostenibile economicamente e può portare grandi vantaggi a livello sociale con i corposi investimenti previsti». La Cgil, dunque, al contrario della Cisl, non sposa almeno nell’immediato, il progetto verso la chimica verde.

«Respingiamo con forza – sottolineano Pinna e Zara – la falsa contrapposizione tra chimica tradizionale e chimica verde. Falsa perché, a fronte di un progetto concreto e di una compagine imprenditoriale (gruppo Clivati-Indorama, ndc) disponibile a realizzare il rilancio della filiera del pet, si contrappone la mancanza di un progetto e di imprenditori disposti a investire sulla chimica verde a Ottana. Siamo pronti a valutare eventuali novità in questo senso – proseguono i due sindacalisti – ma purtroppo non ne siamo a conoscenza, Se qualcuno ha disponibili progetto e imprenditori per la chimica verde si faccia avanti». Ogni riferimento alla Cisl non sembra puramente casuale. La Cgil, tuttavia, pur sottolineando le differenze con l'altra sigla sindacale, peraltro mai nominata nel documento, non chiude le porte a uno sviluppo diverso dalla chimica tradizionale.

«Riteniamo che nuove iniziative che guardino al futuro della chimica verde a Ottana – puntualizza la nota – si possano intraprendere solo a fabbriche aperte e con gli impianti in marcia. A Ottana si può e di deve fare ricerca e sperimentazione sia sul pet che sulle nuove tecnologie cosiddette bio. Le bonifiche, infine – conclude la Cgil – non possono essere un'alternativa alle attività produttive». Insomma, prima si riapre la fabbrica e poi si discute del futuro. Una strada, però, tutta ancora da scoprire.

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