Sanità carceraria i dieci infermieri restano senza lavoro
«Ma noi non ci rassegniamo, lotteremo fino alla fine» Una opportunità arriva soltanto dalla riforma delle Asl
NUORO. Sarà un Natale all’insegna dell’incertezza per i dieci infermieri dei penitenziari di Badu ‘e Carros e Mamone, otto dei quali sono rimasti senza occupazione dal primo dicembre e due a cui il contratto scade tra pochi giorni. Dalla Regione arriva una brutta notizia: dopo aver raccolto pareri legali e tecnici l’assessore alla Sanità Luigi Arru ha comunicato loro che, allo stato, non sembra esserci una strada percorribile che porti alla proroga del rapporto di lavoro per un altro anno, in attesa di una possibile e agognata stabilizzazione. Questo, per l’assessorato, non significa comunque una chiusura definitiva. Un’opportunità potrebbe infatti rivelarsi l’imminente riforma della Asl, che dovrà fare i conti con altre situazioni simili presenti all’interno della sanità sarda, magari prevedendo un concorso in cui siano valutati i titoli. È l’ancora di salvezza a cui ora si aggrappano gli infermieri, che, nonostante tutto, non perdono la speranza di vedere riconosciuti anni e anni di esperienza, in alcuni casi pluridecennale.
«Noi non ci rassegniamo – dicono –, finché rimane un lumicino acceso continuiamo ad augurarci che la nostra situazione si risolva. In questo senso ci appelliamo alla sensibilità di chi di competenza».
Per il segretario provinciale della Cisl-Funzione pubblica, Giorgio Mustaro, una via praticabile ci sarebbe. «Ciò che si potrebbe fare – afferma il sindacalista – è strutturare il servizio di assistenza sanitaria in carcere come un vero e proprio presidio ospedaliero, con un organico stabile di medici, infermieri, operatori socio sanitari. Come peraltro prevedevano le linee guida emanate nel 2012, quando la competenza in materia passò dal ministero della Giustizia alle Regioni». La stessa considerazione che fa il consigliere regionale di Sel, Daniele Cocco, primo firmatario di una mozione con cui impegna il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’assessore Luigi Arru “a assumere tutte le iniziative necessarie al fine di garantire, in via straordinaria, la proroga dei contratti a tempo determinato per gli infermieri in servizio presso i presidi sanitari degli istituti penitenziari afferenti alla Asl di Nuoro” e, inoltre, “a valutare ulteriori procedure di selezione e concorsuali al fine di tutelare le posizioni lavorative in essere e non disperdere le preziose professionalità acquisite in questi anni”. La mozione è calendarizzata per domani e «se nel frattempo non ci saranno risposte esaustive – dice Cocco – sarà portata in aula. Il problema degli infermieri – continua – era noto da tempo e non si è fatto nulla per risolverlo, ora bisogna trovare una soluzione immediata, anche provvisoria, per salvare questi posti di lavoro e delle professionalità in un ambito delicato e importante come quello dell’assistenza ai detenuti». Tra le possibilità, il consigliere propone anche che il neo direttore generale della Asl unica, Fulvio Moirano, (che entrerà ufficialmente nelle sue funzioni dal primo gennaio), predisponga un concorso pubblico per titoli ed esami finalizzato ad assumere soli infermieri penitenziari. Che poi è quello in cui sperano da anni anche i dieci lavoratori di Badu ‘e Carros e Mamone. Come Daniela, che nel 2012 ha voluto lasciare il reparto di Neurologia del San Francesco, chiedendo di essere destinata a Badu ‘e Carros. Anche per mettere in pratica i suoi studi universitari conclusi con una tesi di laurea proprio sulla figura dell’infermiere penitenziario. «Anche se – assicurano lei e i suoi colleghi – nessuna scuola ti può insegnare a svolgere una professione come questa se non sei animato da passione e dedizione».
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