La Nuova Sardegna

Nuoro

Sicurezza nel lavoro poche le denunce all’Inail

di Francesco Cabras

Malattie professionali, secondo i dati Spresal 33 segnalazioni in quattro anni Enza Scarpa: «I numeri non sono alti, ma lo diciamo con tutte le cautele»

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NUORO. «Anche un solo tumore contratto per cause di lavoro rappresenta una sconfitta». Così il direttore regionale dell’Inail, Enza Scarpa, ha commentato il dato relativo alle denunce pervenute all’Istituto nel quinquennio 2011-2015 relative a sospetti casi di neoplasie maligne riconducibili all’esposizione ad agenti nocivi sul luogo di lavoro. In provincia di Nuoro sono arrivate in tutto 33 segnalazioni, una cifra non allarmante, considerato l’arco temporale di riferimento, che però, come ha premesso il direttore regionale, non deve essere sottovalutata.

«I numeri – ha spiegato Enza Scarpa – non sono alti, ma naturalmente lo diciamo con tutte le cautele del caso». Si tratta, è bene precisare, di denunce, che non necessariamente corrispondono a casi di malattie professionali poi effettivamente riconosciute e quindi indennizzate dall’Inail: in media, molto meno della metà nel quinquennio preso in esame.

Le cifre sono state illustrate dal dirigente medico regionale per la prevenzione dell’Inail, Salvatore Denti, in occasione di un incontro organizzato dal Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (Spresal) della Asl di Nuoro. I dati in possesso dell’Inail raccontano che la maggior parte di denunce arrivate in provincia di Nuoro tra il 2011 e il 2015 riguardano tumori dell’apparato respiratorio e degli organi intratoracici, in linea con il trend nazionale e regionale. Seguono le segnalazioni di tumori ai tessuti linfatici, così come nel totale sardo, ma non, invece, nel resto d’Italia dove prima vengono quelli all’apparato urinario e a quello digerente.

L’appuntamento voluto dallo Spresal era rivolto in particolare ai medici di base e competenti, ossia coloro i quali sono chiamati per legge a denunciare all’Inail ogni caso di malattia abbiano il sospetto che possa essere imputabile al genere di lavoro svolto dall’assistito.

Un ruolo fondamentale, come hanno sottolineato più volte gli esperti, che permetterebbe agli enti deputati di raccogliere più informazioni possibili utili a intraprendere eventuali azioni di contrasto e non intervenire quando è ormai troppo tardi. Come del resto insegna la cronaca. Durante l’incontro, introdotto dal direttore del servizio Antonio Nurchi, sono state illustrate dal dirigente Rita Pintore e dai tecnici Silvia Mulas e Antonio Demela le principali novità sulle normative europee di riferimento e sugli obblighi e i passaggi burocratici che i medici sono chiamati ad adempiere quando si trovino di fronte a un sospetto caso di malattia professionale. Un’occasione per fare chiarezza in una disciplina che, seppur semplificata negli ultimi anni, è tanto vasta e complessa, quanto fondamentale in chiave preventiva. Per questo la Regione, in applicazione del Piano sanitario nazionale, ha sollecitato tutte le Asl a promuovere tra i medici un’opera di informazione e sensibilizzazione. Anche per evitare che poi ci si trovi ad analizzare dati sottostimati.

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