Macomer, l’ex istituto Agrario diventa la scuola dei pastori
Un progetto del Comune punta sul recupero del vecchio istituto di Bara e sui futuri manager dell’allevamento
MACOMER. Una scuola per formare nuove generazioni di pastori che dovranno fare i conti con norme sempre più complesse, mercati sempre più internazionalizzati e stalle tecnologiche. Per condurre un gregge e l’azienda di allevamento non servono i pantaloni di velluto, ma capacità manageriali. Il comune di Macomer pensa di formare i nuovi manager dell’allevamento della ex scuola agraria di Bara. Nel piano di valorizzazione del patrimonio comunale, che punta a un uso produttivo della terra e dei beni di proprietà dell’ente, occupa uno spazio importante il complesso della ex scuola di Bara. L’intenzione è quella di mantenere la destinazione originaria legata alla formazione in agricoltura e nell’agroalimentare. In passato la scuola ha formato tecnici del settore agricolo, in particolare nel comparto dell’allevamento, ed esperti del settore caseario, tecnici addetti alla produzione dei formaggi in grado di curare tutte le fasi della lavorazione, figure che erano molto richieste anche da aziende della penisola e all’estero.
Tra le idee e le proposte per un riutilizzo della ex scuola agraria di Bara trovano spazio il campus Its per i corsi a indirizzo agroalimentare, un utilizzo parziale da parte dell’Istituto tecnico Satta per il corso agrario e la scuola di pastoralismo che viene incontro a un’esigenza nuova, quella del ritorno alla campagna dei giovani, dove sulle conoscenze dell’esperienza tramandata dagli anziani è necessario innestare l’innovazione della conoscenza di norme complesse sui fronti sanitario, organizzativo, gestionale e amministrativo. «Un progetto di intervento per valorizzare il complesso della scuola, comprese le terre che la circondano – spiega il sindaco di Macomer, Antonio Succu,– è stato presentato ai tavoli tematici per il rilancio del Nuorese. Ha avuto una buona valutazione. Se sarà finanziato si potrà realizzare un intervento importante. Nel nostro territorio l’agroalimentare è il settore che più degli altri ha retto alla crisi e oggi traina l’economia locale. La formazione è importante e sulla struttura della ex scuola di Bara puntiamo per creare un polo di eccellenza sul fronte formativo».
Intanto si cerca di mantenere il complesso in buono stato. È per questo che il comune ha pubblicato un bando per raccogliere le manifestazioni di interesse di chi, in cambio dell’uso della casa del custode, è disposto a vigilare sulle strutture, occupandosi anche del minimo mantenimento, per evitare che i ladri e il vandalismo le distruggano. Su una parte dei terreni della ex scuola sono già in corso delle attività agricole. Una cooperativa da circa un decennio produce fiori e coltiva orti biologici con produzioni di qualità, tra le quali uno zafferano molto apprezzato per le sue capacità e qualità aromatiche, che vengono esaltate dalla coltivazione in alta collina come quella di Bara.
Il piano di valorizzazione delle terre civiche interessa tutti i terreni dei proprietà del comune, da quelli al monte a Se Serra e a Bara. Il piano rispetta la vocazione agricola dei terreni sui quali, oltre al pascolo, si intende avviare altre attività nel settore. Alla sua elaborazione sta procedendo un professionista incaricato dal comune, che ha già compiuto la ricognizione della disponibilità in base alla quale si procederà poi con gli interventi. Che comunque restano legati alla disponibilità di risorse e ai finanziamenti.
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