Gli ambientalisti «Servono studio e regole»
NUORO. Giovanni Chessa, da ex componente del comitato faunistico provinciale, spiega che al di là della richiesta di prolungamento della stagione venatoria per la beccaccia, il tordo e la cesena, il...
NUORO. Giovanni Chessa, da ex componente del comitato faunistico provinciale, spiega che al di là della richiesta di prolungamento della stagione venatoria per la beccaccia, il tordo e la cesena, il vero problema sullo sfondo è che manca uno studio scientifico che attesti il passaggio di quelle tre specie di uccelli migratori in Sardegna. Perché, precisa Giovanni Chessa, «finché non viene riconosciuto, attraverso una indagine scientifica, questo passaggio, in Sardegna ufficialmente è come se questi uccelli migratori non esistessero». E con lui, sul punto della necessità di uno studio, è d’accordo anche un esperto di uccelli e ambientalista che risiede a Macomer: Mauro Aresu. Ma in più e a differenza di Chessa, Aresu precisa tuttavia che si debba «rispettare il principio secondo il quale le specie di uccelli migratori non si debbano cacciare nel periodo di rientro nei siti di nidificazione. Questi periodi-limite sono stati fissati dall’Ispra, l’istituto superiore di protezione dell’ambiente. La Sardegna, dunque, sta solo applicando quest ilimiti e ha comunque già concesso due settimane in più di tolleranza alla caccia».
«Secondo noi – aggiunge Aresu – non si deve cacciare oltre questi limiti perché si rischia di incidere in modo significativo sul capitale faunistico. Siamo contrari, dunque, alla possibilità di un ulteriore prolungamento della caccia. Serve uno studio, in ogni caso, che accerti se è vero che il mese di febbraio sia un periodo di ritorno degli uccelli migratori ai luoghi di nidificazione. Così come serve finalmente che venga attuata la norma che prevede la costituzione degli ambiti territoriali di caccia, perché questo rende la caccia qualcosa di programmato e di sostenibile». (v.g.)
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