La Nuova Sardegna

Nuoro

La polizia municipale sul piede di guerra

Siniscola, giovedì indetto un sit-in di protesta davanti al palazzo comunale per il taglio degli incentivi

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SINISCOLA. Polizia municipale sul piede di guerra a Siniscola con un sit-in di protesta che si terrà giovedì mattina alle 10,30 davanti al palazzo comunale di via Roma. A scatenare le polemiche, la decisione della giunta municipale che ha deciso di tagliare l’incentivo per il servizio turnato per carenza di fondi.

Contrariamente a quanto avvenuto sinora, non sono quindi più retribuite le ore di servizio effettuate al pomeriggio o nei giorni festivi. A indire la protesta a cui sono invitati a partecipare anche i capigruppo in consiglio comunale, è il sindacato della Cgil di Nuoro.

«La nota del sindaco Gianlugi Farris del 20 dicembre scorso, non affronta nè risolve la questione – dice Sandro Fronteddu della segreteria provinciale della Cgil – Ciò che si contesta, non sono le ragioni che hanno ispirato la scelta, ne la disponibilità o meno di risorse, e tantomeno la necessità di mantenere in essere il servizio turnato. Molto più semplicemente – aggiunge – di avere unilateralmente modificato il regime orario in violazione di legge per introdurre un modello non conforme alle previsioni contrattuali per perseguire la realizzazione di un turno mascherato a discapito dei lavoratori. Il servizio turnato – spiega Fronteddu – al pari della reperibilità ed altri istituti analoghi, sono servizi a prestazione individuale, di interesse preminente del datore di lavoro, che, non a caso, è il soggetto che ne propone l’applicazione. Sono istituti che comportano forti disagi e che, proprio per questo – continua il sindacalista – non vengono certo sollecitati dai lavoratori ne da chi li rappresenta, ovviamente, nel caso in cui vengono introdotti, fanno scaturire la rivendicazione della corresponsione della controprestazione economica che certo non compensa per intero tutto ciò che di negativo ne deriva. Per queste ragioni – aggiunge – è indispensabile il confronto tra le parti, che il legislatore, ha confermato, con la previsione dell’esame congiunto, sostitutivo della concertazione, proprio per evitare che, come nel caso in specie si ricorra ad un modello che tenti di eludere l’obbligo del dettato contrattuale».

«Vista l'enorme distanza che intercorre tra le parti – conclude Sandro Fronteddu – diventa inevitabile che la questione venga proposta in sede di giudizio ad un soggetto terzo che valuterà nella forma la condotta antisindacale e nella sostanza il rispetto del dettato contrattuale».

La Cgil, ha dato mandato all’ufficio legale per procedere a radicare la controversia, e attivato le procedure per dare vita giovedì alla prima iniziativa di protesta. (s.s.)

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