La Nuova Sardegna

Nuoro

Orosei, minacce di morte alla moglie arrestato un 52enne

di Sergio Secci
Orosei, minacce di morte alla moglie arrestato un 52enne

L’uomo accusato di maltrattamenti. In casa c’erano i figli I carabinieri sono intervenuti dopo una telefonata al 112

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OROSEI. Maltrattamenti in famiglia, questo il reato contestato a un uomo di 52 anni di Orosei arrestato nella borgata di Sos Alinos. L’episodio si è verificato nella tarda serata di domenica, quando al centralino dei carabinieri è arrivata una chiamata. All’apparecchio una persona che diceva di aver sentito urla e minacce provenire da un appartamento della borgata turistica di Orosei. La chiamata al 112, ha fatto immediatamente scattare l’allarme e dalla sala operativa, è stata dirottata sul posto la pattuglia più vicina, quella dei militari della stazione di Galtellì che pochi minuti dopo, sono arrivati a sirene spiegate.

I carabinieri, si sono quindi presentati in casa di P.L., 52enne nativo di Orosei per verificare cosa stesse succedendo all’interno della sua abitazione dove poco prima, erano state sentite urla e schiamazzi. Appena entrati in casa, ai militari si è presentata una scena già vista. Secondo il loro resoconto infatti, non era la prima volta che l’uomo, così come altre volte in passato, avendo ecceduto nel consumo di sostanze alcoliche è rientrato a casa ubriaco e si sarebbe scagliato contro la moglie, incurante della presenza dei figli tra cui una bambina di appena otto anni. L’uomo avrebbe dapprima minacciato di morte i congiunti che gli avrebbero rinfacciato il suo comportamento, per poi afferrare tutto ciò che aveva a portata di mano (telecomandi, stoviglie e altri oggetti) buttandoli a terra e frantumandoli. I carabinieri dopo averlo fermato, hanno appurato che l’appartamento si trovava completamente a soqquadro e i suoi familiari erano impauriti e agitati a causa dell’atteggiamento aggressivo del capofamiglia.

Alla vista dei carabinieri, l’uomo si sarebbe tranquillizzato, ma ciò non è bastato ad evitargli l’arresto. I militari lo hanno dapprima accompagnato in caserma, dove è stata ricostruita la vicenda anche con le testimonianze dei familiari e poi, a seguito dell’arresto, trattenuto nelle camere di sicurezza della compagnia di Siniscola, prima di essere accompagnato nelle aule del tribunale a Nuoro per sottoporsi al giudizio direttissimo di convalida dell’arresto.

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