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Orosei, uccise cane a roncolate: lavori socialmente utili per redimersi

Orosei, uccise cane a roncolate: lavori socialmente utili per redimersi

Il giudice del tribunale di Nuoro ha concesso la messa alla prova di un 40enne accusato di aver ucciso un cane finito in una trappola per caccia di frodo

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OROSEI. Paolo Spina, un allevatore quarantenne di Orosei, accusato di aver ucciso un cane a roncolate, dovrà effettuare lavori socialmente utili per il Comune del paese. Ieri mattina, infatti, il giudice monocratico Teresa Castagna ha sciolto la riserva e accolto la richiesta avanzata dal difensore dell’imputato, l’avvocato Giovanna Serra, che aveva chiesto la messa alla prova per il suo assistito.

Un percorso previsto dal codice che permetterà all’imputato di estinguere il reato svolgendo lavori utili alla società. L’uomo dovrà sottoporsi a un programma che verrà ora valutato dall’Uepe (Uffici esecuzione penale esterna).

L’udienza è stata aggiornata al prossimo 12 aprile giorno il giudice si pronuncerà sul programma di trattamento di messa alla prova e sulla quantificazione del risarcimento.

All’udienza scorsa l’Enpa, l’associazione nazionale protezione animali, si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Claudia Rcci (del foro di Roma), ieri sostituita dall’avvocato Francesco Lai.

I fatti contestati all’imputato risalgono al novembre 2013. Stando all’accusa l’uomo, sorpreso dalla Forestale durante una battuta di caccia in un giorno non consentito, aveva sistemato dei lacci e delle trappole su cui erano andati a finire due cani. Uno era riuscito a liberarsi, mentre l’altro sarebbe stato ucciso a colpi di roncola. 

Un episodio simile si era verificato nell’ottobre scorso quando un allevatore di Irgoli, Giuseppe Piredda (difeso dall’avvocato Gianfranco Careddu), accusato di aver legato alla sua auto un cane, trascinandolo per diversi metri fino ad ucciderlo, si era visto accogliere dal giudice la richiesta di messa alla prova che stabiliva per lui un lavoro di quattro ore settimanali al Comune di Loculi, oltre a un risarcimento danno di 500 euro. Allora erano state ben quattro le associazioni al processo che al processo si erano costituite parte civile: l’Enpa, l’Anpana, la Lega antivivisezione, la Lega nazionale per la difesa del cane. (k.s.)

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