La Nuova Sardegna

Nuoro

protesta all’Arst

Troppi disagi, esplode la rabbia dei pendolari

di Valeria Gianoglio
Troppi disagi, esplode la rabbia dei pendolari

Iniziativa di “Liberu” nel deposito di viale Sardegna da dove partono i pullman

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NUORO. Biglietti più cari, in particolare nelle tratte più brevi, corse tagliate, pullman vecchi e spesso bisognosi di manutenzione, ticket introvabili in diverse rivendite del Nuorese e viaggiatori costretti a pagare un sovrapprezzo sul pullman: dopo le denunce e le ripetute segnalazioni di tanti pendolari, stavolta, la protesta contro le carenze del trasporto pubblico è approdata nella stazione dell’Arst di viale Sardegna.

L’iniziativa è stata promossa dalla sezione “Paskedda Zau”, del movimento politico “Liberu” coordinato da Pierfranco Devias. Di buon’ora, il responsabile Giuseppe Dedola, insieme ad altri militanti, si è presentato al deposito Arst per distribuire volantini di protesta ai pendolari che arrivavano dai paesi della provincia. L’iniziativa è stata anche l’occasione per permettere al movimento di confrontarsi con tutti coloro che ogni giorno si spostano lungo le strade del Nuorese a bordo dei mezzi pubblici e toccano con mano lo stato di degrado dei mezzi di trasporto. «Lavoratori, studenti, famiglie e pensolari sono costretti a subire l’aumento dei biglietti e degli abbonamenti, mentre la qualità del trasporto pubblico peggiora con il taglio delle corse, con pullman affollati e spesso fatiscenti e pericolosi – spiegano i militanti di Liberu – a questa situazione ora si aggiunge anche la sospensione della tratta ferroviaria Nuoro-Macomer, con ulteriori disagi per gli utenti. Ogni anno la Regione taglia i fondi a un trasporto pubblico già carente nelle zone dell’isola nelle quali è totalmente inesistente, negando completamente il diritto alla mobilità e conseguemente anche il diritto allo studio, dato che il mezzo pubblico è il principale mezzo di trasporto di studenti e pendolari». I pendolari hanno letto il volantino e sostenuto la battaglia per il diritto alla mobilità eal sistema del trasporto pubblico. «Il nostro timore – dicono – è che la Regione voglia gradualmente dismettere il trasporto pubblico per procedere con la privatizzazione del servizio e la cessione totale delle tratte ad aziende private. Questo passaggio comporterebbe inevitabilmente l’aumento del prezzo del biglietto con un ulteriore aggravio di spesa per le famiglie sarde, il taglio delle corse ritenute non redditizie, quindi un ulteriore isolamento e spopolamento dei paesi più piccoli, il rischio concreto di perdite di lavoro all’interno dell’Arst». «Siamo pronti a organizzare altre forme di protesta – annuncia Giuseppe Dedola – l’idea, ma per ora è ancora solo un progetto, vorremmo organizzare un’assemblea per discutere della situazione dei trasporti. Vorremmo capire, tra l’altro, che fine farà la tratta Nuoro-Macomer del treno. Perché sinora, la Regione è stata piuttosto vaga».

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