Punteruolo rosso molte palme infette a rischio crollo
Chiuso al pubblico nei giorni scorsi il Museo archeologico Non sono state seguite le indicazioni del piano regionale
NUORO. Fallisce il piano di eradicazione del punteruolo rosso delle palme. Anche a Nuoro, così come in molti altri comuni della Sardegna.Una settimana fa il museo Archeologico è stato interdetto al pubblico per l’alto rischio di crolli delle sei palme secolari presenti nel giardino, infestate dal coleottero e trattate in modo inefficace. Il comune nuorese, infatti, non ha adempiuto correttamente al programma di lotta predisposto dalla Regione.
In tutto sono oltre un miliardo i danni stimati al patrimonio palmicolo pubblico dell’isola. È racchiuso in queste cifre l’insuccesso del programma di eradicazione del punteruolo rosso in Sardegna. Una task force avviata nel giugno del 2008, per tamponare il primo focolaio segnalato nel settembre dell’anno prima in alcune palme di Barisardo. La mobilitazione della Regione fu immediata. Stabilì misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione del punteruolo rosso, avviando così il primo piano di eradicazione del coleottero. Due gli obiettivi del piano: la salvaguardia di un patrimonio storico, culturale e arboreo eccezionale e l’incolumità delle persone. Un tema, quest’ultimo, molto sentito. Qualche mese fa infatti la caduta di una palma corrosa dal punteruolo rosso ha provocato la morte di una persona, seduta su una panchina. È accaduto a Catania, in Sicilia, ma questo tragico incidente sarebbe potuto accadere ovunque. Anche a Nuoro, dove il numero di palme infestate continua a crescere e diventa sempre più difficile, a volte impossibile, individuare le palme a rischio. Questa situazione è la conseguenza del fallimento assoluto delle strategie adottate nei vari comuni isolani per lottare contro l’insetto devastatore.
La storia. Negli anni '80 il commercio di palme ornamentali contenenti al loro interno le larve o uova del punteruolo rosso, ha permesso che dall'estremo oriente questo piccolo coleottero raggiungesse e colonizzasse i paesi del medio oriente. Il mercato globale e i controlli fito-sanitari non adeguati hanno fatto sì che qualche mese dopo il punteruolo rosso raggiungesse anche i paesi del mediterraneo. Tante ' è che nel 1994 l'insetto comparve prima nelle coste spagnole, poi in quelle francesi e nel 2005 raggiunse l'Italia. L'invasione in Sardegna. Nel 2007 la specie, grazie al commercio di palme, varca il mare raggiungendo l'isola. I primi esemplari fanno la loro comparsa in Ogliastra, nello specifico a Bari Sardo e Cardedu. Alcuni mesi più tardi i coleotteri vengono avvistati a Pula, in alcuni vivai del basso Campidano e accanto alle rovine dell'antica città di Nora. Poco tempo più tardi il Punteruolo rosso colonizza le città di Sarroch e Capoterra e nei mesi successivi si ha notizia di alcuni focolai a Cagliari e nell'hinterland, colpendo centinaia di palme secolari. In poco tempo oltre a queste città vennero invasi anche numerosi altri paesi dando inizio all'inarrestabile ecatombe di palme nell'isola.
Il piano della Regione. Nel 2008 la Regione emana il primo piano di eradicazione del punteruolo rosso. L’obiettivo è eliminare i focolai con interventi mirati sulle palme sane e infette e l’abbattimento. Il costo del programma d'intervento fu di oltre 100mila euro, ma a causa di negligenze e gravi errori da parte dei comuni risultò inefficace, con il conseguente abbattimento di 298 palme su 316 infette. Nel frattempo centinaia di focolai venivano segnalati in ogni parte dell'isola : a Nuoro, nella costa nord-est, ad Alghero e nelle aree limitrofe, ricchissime di palmeti sia pubblici che privati. Nel 2010 la Regione approva un altro piano, identificando come soggetto capofila del protocollo la provincia dell’Ogliastra, alla quale affidò il coordinamento tecnico ed economico del piano regionale. Il costo dell'intervento ammontò a 250mila euro per l'acquisto di 600 litri di prodotti insetticidi per la lotta. Nel 2013 il il tavolo tecnico fitosanitario della Regione decide in corso d’opera di cambiare il piano di eradicazione del punteruolo rosso in piano di lotta e contenimento, dividendo le aree della Sardegna in zone focolaio e in zone indenni. Nei primi mesi del 2014 la situazione in Italia è drammatica e anche numerosi centri dell’isola vengono infestati causando notevoli danni economici, ambientali e paesaggistici. Nonostante ciò, nell’isola, anche grazie al protocollo elaborato dai tecnici della provincia ogliastrina, si iniziano a intravedere i primi risultati del piano di contenimento. I fatti parlano chiaro: il sistema, se seguito alla lettera, funziona. Purtroppo sono pochi i comuni che seguono le direttive regionali causando così la morte di migliaia di palme in tutta l’isola.
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