Amianto, il dossier su Ottana alla presidente della Camera
Una delegazione dell’Associazione esposti, guidata da Sabina Contu, incontrerà lunedì la Boldrini Presenti, oltre al sindaco Franco Saba , gli esponenti della Cgil, dell’Anmil e le vedove dei lavoratori
OTTANA. La lunga e travagliata vicenda degli ex lavoratori di Ottana esposti all'amianto approda sul tavolo dei massimi vertici della Camera. Lunedì prossimo, 16 gennaio 2017, infatti, una delegazione della Sardegna composta da rappresentanti dell'Aiea (Associazione italiana esposti all'amianto) guidati dalla presidente regionale, Sabina Contu, dai sindaci di Ottana, Franco Saba, di Orotelli, Nannino Marteddu e di Orani, Antonio Fadda, da esponenti della Cgil e dell'Anmil di Nuoro e da vedove di lavoratori di Ottana morti a causa di malattie asbestocorrelate sarà ricevuta dalla presidente della Camera, Laura Boldrini. L’incontro è previsto per le 12. Alla presidente della Camera verrà consegnato il dossier raccolto da quando l’Aiea si occupa del caso Ottana. Un caso diventato nazionale nel giro di un anno. La prima assemblea sul tema amianto si tenne a Ottana il 23 gennaio del 2016. Da allora l’associazione degli ex esposti ha cominciato a raccogliere la documentazione e le testimonianze dei lavoratori e delle vedove degli ex lavoratori morti a causa dell'amianto, presentando anche un esposto alla procura della Repubblica. Una patologia, quella delle malattie correlate a questa fibra mortale, che, in Sardegna, al contrario delle altre regioni italiane, non viene riconosciuta ai fini del dell’applicazione della sorveglianza sanitaria attiva e dei benefici previdenziali garantiti dalla legge n. 257 del 1992. Questa legge, nel vietare l’uso dell’amianto nell’industria, ha stabilito il diritto alla pensione anticipata per coloro che, durante la vita lavorativa, siano stati a contato con questa fibra killer. Un diritto, questo, che non viene riconosciuto ai lavoratori dei siti industriali dell’isola e, in particolare, a quelli di Ottana, nonostante gli stabilimenti chimici di questo sito (Enichem e Montefibre, ormai chiusi) siano uguali a quelli di Pisticci e Porto Marghera, dove, invece, il diritto al cosiddetto scivolo pensionistico viene riconosciuto e integrato anche alla vedove. Questa discriminazione è dovuta al fatto che la Sardegna è stata tagliata fuori dagli atti di indirizzo ministeriali del 1998 predisposti dl ministero del Lavoro al fine di certificare la presenza dell'amianto nelle industrie. Un paradosso che ha consentito all'Inail di negare sistematicamente le richieste di malattia professionale presentate dagli ex lavoratori di Ottana. Che, di malattie correlate all’amianto, quali l'asbestosi, il carcinoma polmonare e il mesotelioma pleurico, continuano a morire. Per ora i dati parlano di 120 morti. Una vera e propria strage che dovrebbe raggiungere il picco nel 2020 perché queste patologie hanno una latenza anche di oltre 20/30 anni. La delegazione sarda chiederà alla presidente della Camera di intervenire per fare in modo che gli ex esposti all'amianto di Ottana e le loro vedove siano trattati come gli altri loro colleghi d'Italia.
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