Tra i riti propiziatori il giro per tre volte intorno ai fuochi
Il vespro della festa di Sant'Antonio è uno degli eventi dell'anno più sentiti. Per la magia del fuoco che racchiude molteplici simboli. Riti propiziatori, come il giro per tre volte attorno al fuoco...
Il vespro della festa di Sant'Antonio è uno degli eventi dell'anno più sentiti. Per la magia del fuoco che racchiude molteplici simboli. Riti propiziatori, come il giro per tre volte attorno al fuoco eseguiti come augurio per l'anno nuovo, permangono nell'usanza della festa senza mai conoscere crisi. Così come immancabili sono il vino e i dolci che accompagnano l'evento. In particolare questi ultimi sono espressione della semplicità degli ingredienti che un tempo offriva l'inverno: uva passa, mandorle, noci, farina, zucchero, miele o sapa (vincotto), scorza d'arancia e acquavite. Ancora oggi vengono confezionati seguendo i metodi tradizionali e vengono offerti dai priori della festa. Quello che incuriosisce sono le varianti del nome che in un raggio di circa 50 chilometri cambia da comune a comune: il più diffuso rimane su pistiddu, a Orotelli, Orani, Oniferi, Sarule e Ollolai e Gavoi. Mentre a Olzai diventa "co'one un sapa", a Lodine "co'one de Sant'Antoni", a Fonni "pane un thapa", a Ovodda "pan'e sapa". L'appuntamento con la festa è nel primo pomeriggio di lunedì. L'anno scorso a fare da contorno alla festa era stata la neve. Anche quest'anno, probabilmente, il manto bianco farà nuovamente da contorno all'evento. (m.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google