Agricoltura, settore basilare per la Sardegna
La Coldiretti ha affrontato il problema nel corso del convegno “Ritorno alla terra”
PERDASDEFOGU. È stata riproposta la più antica, e più classica, delle ricette, valeva ieri e vale anche oggi, nel mondo globalizzato: la cooperazione, fattore fondamentale per dare all’agricoltura sarda “spessore economico” e “garanzia di conquista dei mercati, soprattutto quelli di nicchia”. L’ha detto, fra il consenso generale, il direttore regionale della Coldiretti Sardegna, Luca Saba, al convegno “Sardegna, ritorna alla terra” organizzato dal Comune e l’associazione Pro loco. Il sindaco, Mariano Carta, si è detto disponibile a un incontro per mettere nero su bianco sulle iniziative per un settore che “resta basilare per la nostra comunità”.
È stato un incontro molto partecipato, con molti giovani. Il potenziamento dell’attività agricola «è l’unica ricetta per contrastare il fenomeno dello spopolamento ma anche per dare segnali di ripresa economica – ha detto Saba, che ha passato in rassegna i vari progetti che possono essere finanziati dall’Unione europea –. Ma è necessaria una nuova mentalità, maggiori competenze e il ricorso costante ai professionisti delle campagne, agronomi e veterinari in primo luogo». Saba ha poi spaziato sull’agricoltura nel mondo: «La Cina sta attuando il Land Grabbing acquistando e coltivando terre in Sudafrica. La coltura principale è il riso. La Cina dopo il 2030 sarà capace di provvedere al sostentamento della propria popolazione». La situazione nel vecchio continente è diversa: «In Europa – spiegato il direttore Coldiretti- le – le superfici agricole stanno diminuendo e anche gli imprenditori agricoli».
Uno sguardo attento viene rivolto in casa nostra. «Il fatturato del made in Italy in tre anni è passato da 26 a 36 miliardi di euro». Sono emerse le attività che stanno prendendo piede in Ogliastra: intanto un ritorno all’allevamento ovino, bovino e suino non intensivo. Stanno espandendosi progetti nel settore della frutticoltura, l’allevamento delle lumache, la produzione di funghi e del miele che ha riscosso ampi riconoscimenti a livello regionale e nazionale riuscendo a ottenere primati lusinghieri in classifica nel Veneto e in Emilia. Stanno sorgendo mini cantine per la produzione del cannonau e del vermentino biologico. Grande attenzione ha suscitato l’iniziativa di un agricoltore di Loceri che sta producendo, a prezzi più che convenienti, anche l'olio da olive di olivastro.
«Ma – ha detto l’enologo di Jerzu, Antonio Mura – dobbiamo credere di più nel valore delle nostre campagne, in un ambiente incontaminato, prendendo l’esempio da progetti virtuosi che stanno riscuotendo successo». È stato Saba a invocare «più prodotti sardi nelle nostre tavole». Un risultato che «gioverebbe ai bilanci delle nostre famiglie e della regione intera» come hanno dimostrato le iniziative Coldiretti di “Campagna amica”. Il presidente della sezione locale della Coldiretti, Massimo Orrù, ha chiesto all’amministrazione comunale maggiore attenzione ai problemi dell’agricoltura invocando la sistemazione di strade rurali, costruzione di nuovi abbeveratoi, messa in opera delle recinzioni lungo le strade per evitare incidenti ma, soprattutto, la sistemazione e l’assegnazione delle terre civiche.
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