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Nuoro

«Il sindaco non può rientrare in paese»

«Il sindaco non può rientrare in paese»

Il Tribunale del riesame ha respinto l’istanza di Dionigi Deledda e della segretaria comunale per le firme false alle elezioni

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ORGOSOLO. Il sindaco Dionigi Deledda non può fare rientro nel suo paese. Il Tribunale del riesame di Sassari ha rigettato le richieste di revoca e attenuazione della misura cautelare del divieto di dimora a Orgosolo che era stata disposta dal Gip del tribunale di Nuoro il 24 dicembre. E dovrà restare lontana dal paese dei murales anche la segretaria comunale Gloria Fiore, che aveva ricevuto lo stesso provvedimento del gip su richiesta della procura della Repubblica di Nuoro nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta falsificazione delle firme necessarie per la presentazione delle liste elettorali “Murales” e “Orgolesi” per le amministrative di giugno.

«Attendiamo le motivazioni delle sentenza del Tribunale del riesame – ha spiegato l’avvocato Ivano Iai che, insieme al collega Marco Basolu, difende il sindaco di Orgosolo e soltanto dopo faremo le nostre valutazioni per quanto riguarda un eventuale ricorso in Cassazione». L’avvocato Iai ha discusso a lungo in aula l’istanza di riesame che aveva depositato il 3 gennaio. Un confronto intenso con il pubblico ministero di Nuoro, Andrea Ghironi, titolare del’inchiesta su Orgosolo e presente nell’aula del tribunale di Sassari. Secondo i difensori del sindaco e della segretaria comunale (difesa dall’avvocato Paqualina Ortu) la prova che ha portato al provvedimento di obbligo di dimora per i due lontano dal loro paese è incostituzionale perchè sarebbe basata su appunti privati sequestrati dalla polizia alla segretaria comunale e riguardanti conversazioni con il sindaco.

In chiusura di udienza, prima che i giudici del Tribunale del riesame (presieduto da Pietro Fanile) si ritirassero per deliberare, i tre avvocati hanno sostenuto che comunque non c’era più alcuna possibilità di inquinamento delle prove e quindi tutti i presupposti per l’attenuazione della misura disposta dal gip di Nuoro il 24 dicembre. «Una precisazione che non fa che confermare la totale assenza di esigenze cautelari e non si comprende l’utilità del divieto di dimora rispetto al compimento delle indagini, considerando che nessuno dei sottoscrittori delle liste ha disconosciuto la paternità della propria firma durante le sommarie informazioni da parte della polizia giudiziaria e quindi la permanenza nel Comune di Orgosolo del sindaco Deledda non potrebbe produrre alcun effetto perturbatore – avevano scritto gli avvocati nell’istanza di impugnazione della misura nei confronti di sindacop e segretaria comunale –. E il gip sfugge dall'esigenza di motivare specificamente sulle ragioni che gli hanno consentito di esprimere un giudizio sulle future condotte degli indagati, senza peraltro indicare quali sarebbero i reati per i quali sussisterebbe il pericolo di reiterazione».

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