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Aspirante suicida, un’ora di trattativa

Aspirante suicida, un’ora di trattativa

MACOMER. Per i carabinieri intervenuti nella serata di mercoledì nella zona di S’Adde per soccorrere una donna che minacciava di lanciarsi dal viadotto non è stato facile individuarla nel punto più...

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MACOMER. Per i carabinieri intervenuti nella serata di mercoledì nella zona di S’Adde per soccorrere una donna che minacciava di lanciarsi dal viadotto non è stato facile individuarla nel punto più alto del ponte mentre era aggrappata alla rete di protezione, come è stato altrettanto difficile intavolare con lei un dialogo e intrattenerla, con un lavoro più da psicologi che da militari, in attesa di trovare la soluzione per portarla in salvo. La donna è stata avvistata al buio e da sotto il ponte. I tre militari di una pattuglia, coordinati dal comandante della stazione, il maresciallo Pier Luigi Giordo, si sono intrattenuti con lei per oltre un’ora e mezza cercando di tranquillizzarla in tutti i modi e di venire incontro alle sue richieste. Hanno lavorato in una situazione difficile complicata dal clima estremamente freddo. La donna, che non voleva parlare con nessun altro, ha accettato come unici interlocutori i carabinieri, che con le dovute cautele hanno stabilito un contatto di fiducia e avviato una conversazione con la malcapitata che desiderava conferire col sindaco di Macomer per rappresentare problemi di lavoro che da sola non riusciva a risolvere. I militari hanno dimostrato calma, professionalità e abilità nel parlare con lei. Dopo circa un’ora e mezza sono riusciti a risolvere la situazione. La donna, che nel frattempo aveva parlato con il sindaco di Macomer, ha deciso di accettare l’invito di carabinieri a spostarsi con prudenza verso un punto sicuro del viadotto consentendo il soccorso dei sanitari. (t.g.t.)

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